Parma, Gilardino: "Dovremo essere un po' 'incoscienti'. Valuterò Nicolussi"
Live TMWEdoardo Mammoli
Nell'ultima gara contro l'Udinese, finalmente è arrivato il primo punto per mister Alberto Gilardino sulla panchina del Parma. Un pareggio che non risolve tutti i problemi della squadra, ma che ha consentito di muovere - seppur di poco - la classifica. Anche se, d'ora in poi, i crociati andranno incontro a un periodo di sfide difficili sulla carta, a cominciare da domani, quando affronteranno l'Atalanta. Una sfida proibitiva, ma i gialloblu dovranno studiare le giuste contromosse per puntare alla vittoria. Proprio di questo e molto altro parlerà lo stesso Gilardino, che tra pochi minuti sarà presente nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio per rispondere alle domande dei giornalisti.
Ore 10.27 - Inizia la conferenza
Che partita si aspetta?
"Andiamo ad affrontare una squadra con grandi individualità. Hanno cambiato guida tecnica e modo di pensare e lavorare rispetto agli ultimi anni. Incontrare l'Atalanta rappresenta sempre una gara di grande difficoltà, ma noi siamo pronti. Abbiamo l'ambizione e il desiderio di fare la partita di quelle giuste: con attenzione, attitudine e coraggio, sicuramente anche con grande energia. Questo è quello che vogliamo portare in campo domani".
Ha tutta la rosa a disposizione?
"Ho tutti disponibili. È rientrato anche Nicolussi. Tutti si sono allenati e stanno bene".
Nicolussi è pronto per giocare?
"Ha fatto un percorso per il suo recupero. Si è sempre allenato, sta bene e lo vedo bene. Si tratta di un giocatore importante per la squadra, per il gruppo e per il Parma. È a disposizione e valuterò nelle prossime ore il suo utilizzo".
Ha dovuto lavorare sulla leadership?
"Questa è la realtà di questa squadra, un gruppo molto giovane ma con qualità. Ci sono giocatori che, attraverso gli atteggiamenti quotidiani e anche nelle partite, dimostrano la loro leadership. Basta a pensare a Troilo, che attraverso l'attitudine all'interno della partita ha trasmesso quel tipo di aspetto. Ci basiamo molto su questo tipo di atteggiamenti in campo. La leadership è diversa da giocatore a giocatore, uno può avere leadership vocale o tecnica o di atteggiamento in campo. Questo fa la differenza. Sono consapevole, e lo siamo tutti, del momento: sappiamo dove ci troviamo e la posizione in classifica. Sappiamo che l'ambiente si aspetta molto da noi. Io chiedo di mantenere fiducia in questa squadra, è ciò che cerco di trasmettere anche io ogni giorno. Basta solo una scintilla, una partita fatta nel modo giusto affinché le cose cambino velocemente. Il punto dell'altra sera è stato un momento di partenza, arrivavamo da partite in cui avevamo subito diversi gol. Le richieste mie erano state sull'essere mentalizzati nel fare una partita concreta, attraverso la quale non dovevamo subire gol e così è stato. Allo stesso tempo l'energia che abbiamo messo è venuta meno rispetto alla proposta offensiva che volevamo fare. Penso anche che abbiamo la necessità di fare una partita un po' incosciente a Bergamo in alcuni momenti della gara, mantenendo un certo tipo di equilibrio, perché affrontiamo una squadra con individualità forti. Allo stesso tempo dovremo avere coraggio e un pizzico di incoscienza".
Grande prestazione di Troilo contro l'Udinese. Si trova meglio così piuttosto che con Diego Carlos?
"Stiamo lavorando in questo senso. Nel reparto difensivo i calciatori devono essere bravi a lavorare in tutte le zone, sia a destra sia a sinistra, anche sul piede debole: ormai il calcio e le caratteristiche dei giocatori diventano fondamentali nell'economia della stagione e della singola partita. Ho scelte di giocatori in difesa. L'altra sera hanno lavorato bene i tre in campo. Diego Carlos arriva da un percorso dove ha lavorato molto da solo, ha fatto un percorso per rincorrere la sua condizione migliore. Adesso lo vedo molto bene per come si sta allenando, anche dopo le partite contro Inter e Lazio. Sta crescendo di condizione. È un giocatore su cui puntiamo molto, sia la società sia la squadra sia io stesso. Sono tutti importanti, poi è naturale che starà a me scegliere le caratteristiche migliori in base alla partita".
Sull'attacco: avete cercato di fare lanci lunghi contro l'Udinese, ma gli attaccanti hanno fatto fatica. Quali passaggi intermedi servono?
"Serve collegamento tra difesa, centrocampo e attacco, con determinati giocatori che possono legare centrocampo e attacco. L'altra sera abbiamo fatto una partita attenta e i nostri attaccanti hanno fatto una mole importante di lavoro a livello difensivo. Se fai delle partite di questo tipo a livello di attenzione è anche merito loro e delle loro corse di rientro. La volontà è naturale: cercare di essere più produttivi possibili nella metà campo avversaria, mantenendo un certo equilibrio per non scoprire la coperta ed essere equilibrati all'interno delle situazioni di campo. Quando cerchi di portare qualche uomo in più nell'area avversaria, devi metterti nelle condizioni di cercare di prendere meno transizioni possibile. Ma è possibile che tu possa concedere delle transizioni... Non è un problema, non deve essere un'angoscia, ma queste situazioni vanno gestite, come lo fanno le grandissime squadre. Su questo stiamo cercando di lavorare e maturare".
Cammino molto simile all'anno scorso. Quanto manca la vittoria dal punto di vista mentale?
"Lo so perfettamente. L'ambiente in questo momento non ha molta fiducia, c'è un po' di negatività, che è percepibile dai risultati ed è naturale. Siamo dispiaciuti e anche incazzati per questo momento. Abbiamo voglia di rivalsa giocata, vogliamo fare qualcosa in più per regalare qualcosa di bello. Ma dobbiamo anche essere bravi a riportare l'entusiasmo da parte dei tifosi attraverso gli atteggiamenti in campo".
Ci sarà turnover? O schiererai sempre i 'migliori'?
"Rispetto al Bologna riposeremo due giorni in meno, ma adesso sto pensando alla partita di domani sera, poi martedì si penserà al Bologna. Sto facendo delle valutazioni, per quello che vedo io tutti si allenano allo stesso modo: grande intensità e desiderio di migliorare. Ci sarà la possibilità di vedere qualche interprete che nelle ultime gare ha giocato un po' meno".
Qual è il reparto più difficile nelle scelte?
"A centrocampo c'è grande concorrenza. Ci sono giocatori come Nicolussi, Bernabé, Keita, Sierro, Cremaschi - che può giocare sia fuori sia dentro il campo -, Ordonez, Lontani - che può giocare davanti e in mezzo al campo -, Fabbian, che è una mezzala ma ha fatto anche la mezza punta. C'è abbondanza di giocatori ma starà a me scegliere le caratteristiche migliori in base alle partite".
L'ultima sua stagione da giocatore a Parma non è stata facile. Ma avevate fatto grande gruppo. C'è un episodio di quell'anno che potrebbe essere utile?
"È un altro mondo... ti dico la verità! Io ho figli e vivo la quotidianità così come con i ragazzi al campo. Allora non c'erano cellulari o comunque non venivano utilizzati come adesso. C'era una comunicazione diversa. Adesso deve essere bravo l'allenatore a creare i presupposti affinché il gruppo sia solido e abbia dei valori che rispecchino il campo. Mi sono trovato di fronte a una squadra e a ragazzi eccezionali. La maggior parte sono giovani e tutti molto disponibili, con desiderio chiaro in testa: fare questa professione al massimo delle loro potenzialità. Per me è motivo di orgoglio potergli dare una mano. Il gruppo è fondamentale per la ricerca di un obiettivo. Quello che crei fuori serve in campo".
Come sta Elphege?
"Si allena con la squadra da quattro giorni. Ha grande voglia di essere in squadra. È fuori da un po' e dovrò capirne bene utilizzo e minutaggio. È un attaccante unico per noi per le sue caratteristiche. Valuterò se utilizzarlo per la partita di domani".
Ore 10.45 - Termina la conferenza.






