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Chivu cosa hai combinato? Un derby senza la vera Inter. E se Cardinale avesse ragione? Ci sono tracce di scudetto in questo Milan. Gasp ha costruito una macchina da gol.. Palladino l'incompreso

Luca Calamai
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Luca Calamai
Oggi alle 22:50Editoriale
31.10.2026 22:50Editoriale
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Chivu cosa hai combinato? Le scelte del tecnico hanno avuto come effetto quello di presentare nel derby una squadra che non è l'Inter. Certo, l'assenza dell'infortunato Lautaro pesa come un macigno. Ed è evidente che gli altri attaccanti nerazzurri Pio Esposito e Bonny non erano al cento per cento ma perchè proporli solo a pochi minuti dalla fine? Perchè non immaginare una staffetta fin dal via pur di riuscire a difendere l'identità di un'Inter che non può rinunciare alle due punte? Un'Inter insomma bocciata nella sua identità tattica e nel carattere. La squadra dopo il 3 a 1 si è arresa. Incapace di proporre una delle sue ormai abituali rimonte. Chivu non è stato capace di trasmettere la tensione giusta. E continua a non lavorare sugli errori difensivi. Tredici gol subiti in dieci gare non sono numeri da squadra da scudetto. Serve un'immediata ripartenza. Quella del derby non può essere la vera Inter.

E se Cardinale avesse ragione? E se il Milan fosse veramente da scudetto? Certo, il distacco dalla vetta resta importante ma la squadra vista nel derby ha dimostrato di avere qualità e spessore. Tracce da scudetto, insomma. Se il derby è la fotografia vera dello stato dell'arte del Milan allora bisognerà seguire con attenzione la creatura di Cardinale. Che ha promesso altri acquisti top. In ogni reparto c'é qualità. La vittoria sull'Inter somma le grandi parate di Maignan, l'infinita classe di Modric, la solidità di Diawara, le invenzioni dello scatenato Moreira (soldi spesi bene quelli dati allo Strasburgo), i guizzi di Pulisic e la capacità di essere sempre decisivo di Rabiot. Ma potremmo andare avanti elencando altri giocatori. Altri protagonisti. A livello di nomi il Milan ha poco da invidiare a livello di Serie A. Vedremo se Amorim riuscìrà a fare di tutti questi solisti un'orchestra da titolo.

Intanto continua l'effetto Gasp. Volete una candidata allo scudetto? Beh, la Roma è pronta a inseguire questo traguardo. E' vero che l'Udinese è in crisi ma rifilare cinque gol ai friulani in casa loro è un segnale di forza incredibile. La squadra giallorossa propone nuovi protagonisti, nuovi goleador. Non c'é Dybala? Nessun problema, segna Mora. Anzi, segnano un pò tutti. Gasp chiede rinforzi e ha ragione. Ma la rosa attuale è già abbastanza lunga. E ha qualità in tutti i reparti. Pensate, a Udine ci siamo persino dimenticati che tra i pali non c'era il fenomeno Svilar. Tanta roba.

Chiudo con la vittoria del Bologna. Palladino merita più attenzioni. E' strano il percorso di questo allenatore. Con la Fiorentina ha chiuso al sesto posto eppure l'allora direttore sportivo Pradè lo ha spinto a dimettersi. Per tornare in panchina ha dovuto aspettare non settimane ma mesi. Come se il calcio italiano non fosse convinto delle sue qualità. Quando è stato chiamato dai Percassi alla guida dell'Atalanta ha trovato una squadra in confusione, in crisi di identità. Palladino ha riacceso l'entusiasmo della Dea ottenendo risultati brillanti in Europa e portando la squadra bergamasca in Conference. Ma anche l'Atalanta a fine stagione ha preferito lasciarlo libero. Ancora un'estate da disoccupato. Ancora senza una panchina. Strano, vero? Quando è arrivata la chiamata del Bologna ha risposta con grande entusiasmo anche se i rossoblù erano penultimi in classifica. Bene, Raffaele si è di nuovo rimboccato le maniche conquistando tredici punti sui diciotto in palio. Palladino ha spazzato via il ricordo del suo predecessore Tedesco e ha riportato il Bologna in zona Europa. Cos'altro dovrà dimostrare questo allenatore per avere la considerazione che merita? Bisogna aprire gli occhi sull'incompreso Palladino.

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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