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Pisa, Hiljemark: "Primo tempo con tanta paura. In Serie A devi giocare con la testa leggera"

Pisa, Hiljemark: "Primo tempo con tanta paura. In Serie A devi giocare con la testa leggera"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 21:04Serie A
Andrea Carlino

La sconfitta per 1-0 nel derby contro la Fiorentina, firmata dal gol di Kean al 13’, lascia il Pisa ultimo in classifica a quota 15 punti, insieme al Verona, a nove lunghezze dalla zona salvezza occupata dal terzetto Cremonese‑Lecce‑Fiorentina a 24 punti. Nel post partita dell’“Artemio Franchi”, Oscar Hiljemark ha analizzato ai microfoni di DAZN i 90 minuti dei nerazzurri, distinguendo nettamente tra un primo tempo giocato con «tanta paura» e una ripresa più coraggiosa, figlia anche dei tre cambi effettuati all’intervallo. L’allenatore svedese ha poi allargato lo sguardo alle sue prime tre gare sulla panchina toscana, ai possibili aggiustamenti tattici e al livello della Serie A ritrovata da tecnico, soffermandosi sulla fisicità crescente del campionato.

Mister, prima fuori onda si parlava di un primo tempo troppo timoroso, poi i tre cambi hanno dato una scossa e nel finale è mancato solo il gol. Che lettura dà della partita?
"Io sono d’accordo, ho visto una squadra nel primo tempo che ha giocato con tante paure e per questo sono molto arrabbiato per i primi 45 minuti. Il secondo tempo ha fatto molto meglio, ha iniziato a giocare calcio, in fase difensiva siamo stati un po’ più compatti, a proteggere le situazioni molto meglio e anche con la palla siamo cresciuti tanto. Secondo me la cosa che conta nel calcio è fare gol nelle situazioni che arrivano a voi."

Qual è la prima valutazione che si sente di fare del suo Pisa dopo queste prime tre partite?
"La prima partita contro il Verona è arrivata dopo tre giorni, ho visto una squadra nel primo tempo e un’altra nel secondo. Secondo me, la partita contro il Milan l’abbiamo giocata bene, senza paura in quel momento, e abbiamo creato qualche problema al Milan in casa. Oggi ho visto un primo tempo con tanta paura, non abbiamo fatto le cose che dobbiamo fare con la palla, ma anche in fase difensiva non si è visto molto bene. È cambiato un po’ nel secondo tempo, ho cambiato i giocatori ma anche la struttura. Secondo me il secondo tempo è meglio del primo, ma in questo momento non devi pensare alla salvezza, devi uscire a giocare le partite con una testa leggera, perché con paura non funziona."

Spesso la squadra parte con molta tensione. Senza tre difensori di grande palleggio, a volte diventa difficile uscire con qualità: ha pensato, in prospettiva, di passare a quattro dietro o lo vede complicato con questi interpreti?
"Sicuro, sono le cose che sto pensando tutti i giorni. In questo momento, dopo la partita contro il Milan, ho visto una squadra che vuole giocare e ho pensato che oggi saremmo arrivati per fare una partita vera, ma noi abbiamo giocato solo 45 minuti. Secondo me il secondo tempo è molto meglio del primo e abbiamo fatto una bella transizione dal primo tempo al secondo. Sicuro che ci sono tante cose su cui pensare, ma il sistema è solo una di queste."

Come ha ritrovato la Serie A rispetto a quando era qui da giocatore, ora che la vive da allenatore?
"Come calcio in generale è cambiato un po’. È un po’ più fisico, tante squadre giocano uomo a uomo in pressione, forse questo è cambiato un po’. Ma la qualità è la stessa secondo me, i giocatori con qualità ce ne sono tanti e le squadre devono provare a giocare nel modo che vogliono. Secondo me ho visto una Serie A che è cresciuta tanto e anche per queste cose io sono venuto qua, perché io voglio allenare in Serie A."

Nel secondo tempo ha iniziato con Durosinmi, Meister e Moreo tutti insieme, poi ha inserito anche Cuadrado. Quanto può aiutarla il rientro di Cuadrado a sfruttare la fisicità dei suoi attaccanti?
"Sì, secondo me lui è entrato bene in campo. In questo momento non può giocare più di 25-30 minuti, sto lavorando per queste cose qua, ma ha fatto una buona entrata in campo."

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