Prandelli: "Quella di Fabregas una rivoluzione. Ma dal Como qualche ko bisogna aspettarselo"
"La Champions è un torneo a parte, fuori scala per i nostri standard. È come correre contro delle vetture da Formula 1: troppo veloci, intense e imprevedibili. Avete visto il Villarreal contro il Napoli? La squadra di Allegri era partita bene, ma poi è stata travolta dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare". Cesare Prandelli, ex allenatore della Fiorentina nonché ex ct della Nazionale italiana, si è avvicinato alla sfida del Franchi con il Como di questa domenica.
Nuova via
Si parte dalla figura di Cesc Fabregas allenatore dei lariani: "Merita un capitolo a parte, perché la sua è una vera rivoluzione. Per il Como è il primo anno in Champions: qualche sconfitta bisogna aspettarsela". E sul gap economico con altri club italiani grazie alla facoltosa proprietà della famiglia Hartono, mentre altri club italiani risentono delle differenze con le superpotenze europee: "Il divario finanziario c'è, ma non spiega tutto. Il vero problema è culturale. Ci siamo ubriacati con le narrazioni sul possesso palla, inseguendo le mode", ha tacciato Prandelli nell'intervista a La Repubblica di Firenze. "Sia gli allenatori che i commentatori hanno confuso le idee: non dobbiamo conquistare la metà campo avversaria occupando gli spazi, ma crearne di nuovi. Il vecchio contropiede funziona benissimo. Poi bisognerebbe ridurre il numero di squadre in campionato: giocando meno, si preparano meglio le sfide europee".
In seguito l'ex ct della Nazionale ha fatto il punto delle squadre italiane dopo il turno infrasettimanale di coppe europee: "La Champions è un torneo a parte, fuori scala per i nostri standard. È come correre contro delle vetture da Formula 1: troppo veloci, intense e imprevedibili. Avete visto il Villarreal contro il Napoli? La squadra di Allegri era partita bene, ma poi è stata travolta dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare". E sulla Roma, battuta 4-3 dal Real Madrid in casa: "Meritava di vincere. Se gioca sempre così, farà più strada delle sue rivali italiane, che invece sono un po' in difficoltà. Mourinho è stato geniale nel rivoluzionare la formazione a gara in corso: questa è la chiave del calcio di oggi. Bisogna sfruttare al meglio le cinque sostituzioni, senza avere paura degli stravolgimenti. In Italia non l'abbiamo ancora capito”.
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