Prandelli sui talenti azzurri: "Kayode su tutti. Doumbia? Stesso percorso di Verratti"
Continuano le analisi dedicate alla ripartenza della Nazionale italiana sotto Roberto Mancini. Dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, ad esempio, arrivano le parole di Cesare Prandelli, ex commissario tecnico azzurro dal 2010 al 2014 con un secondo posto ad Euro2012 in bacheca. Una Nazionale giovane, quella che ha appena concluso il ciclo di quattro gare di Nations League, che un messo in luce secondo l'allenatore di Orzinuovi un giocatore in particolare:
"Questi ragazzi mi sono sembrati tutti pronti, ma uno sicuramente ha incantato: Kayode. Potenza, forza, tranquillità, velocità, uno contro uno, grande personalità, quei calzettoni abbassati che tradiscono estrema disinvoltura. Va all'attacco, tira. Tutti lo sapevano che era bravo, Mancini però è stato il primo ad avere il coraggio di schierarlo".
Elogi anche per un altro dei volti nuovi di Coverciano: Issa Doumbia. E sul perché l'ex Venezia sia stato scelto dallo Sporting Lisbona anziché da una big di Serie A Prandelli propone un parallelismo: quello con Marco Verratti.
"Lo convocai in azzurro che ancora giocava in Serie B nel Pescara
e in conferenza dissi: 'Qualche club italiano s'è accorto che abbiamo un talento?". Nessuna risposta, infatti poi è andato al PSG. Se lo Sporting investe su Doumbia, qualcuno deve per forza farsi qualche domanda. Bravo Mancini".
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