Qualcuno fermi Baturina: gennaio placcato d'oro al Como. E se diventa il rigorista...
Sono stati sei mesi piuttosto intensi per Martin Baturina. Sempre cresciuto in madrepatria, in Croazia, tra i vari step previsti nell'accademia rinomata della Dinamo Zagabria - là dove sono sbocciati i vari Kovacic e Modric per citarne un paio - all'età di 22 anni ha deciso di dare una sterzata alla sua carriera. Mettendosi alla prova in uno dei campionati più ostici e tattici d'Europa, ossia la Serie A.
Sfiorata la Fiorentina, il trequartista classe 2003 ha scelto di trasferirsi al Como ambizioso e di belle speranze, per essere allenato anche da uno degli allenatori più giovani e interessanti in Italia come Cesc Fabregas. In soli tre anni il club lombardo ha avuto un upgrade notevole, dal secondo posto in Serie B alla promozione nel massimo campionato nostrano fino al piazzamento al decimo posto. La mentalità vincente del tecnico spagnolo, tuttavia, ha proiettato i lariani verso vette altissime. Al sesto posto con 41 punti dopo 23 giornate.
Per Baturina, tuttavia, non è stato subito tutto rosa e fiori. Il 22enne croato, sormontato dall'etichetta di "nuovo Modric" e dal prezzo sborsato dal Como per averlo - 25 milioni complessivi - è stato tutelato fin dal primo giorno dal suo allenatore. Supportato dallo staff tecnico e dal club, così come dai compagni di squadra per favorire un percorso graduale di adattamento ad un calcio del tutto nuovo per lui.
Fino al boom totale. Al netto del gol contro il Torino da subentrato, Baturina ha cominciato a spiccare il volo esattamente dopo l'arcobaleno disegnato con un destro a giro imprendibile ai danni del Bologna. Un golazo che ha mandato in visibilio il Sinigaglia e infuso una dose di fiducia e adrenalina enorme nell'ex Dinamo, che infatti ha vissuto un mese di gennaio placcato d'oro: 3 gol e altrettanti assist in 5 partite giocate - tra cui Milan e Lazio -, con 4 gare di fila da titolare inamovibile e premiato da Fabregas. Con tanto di Jesus Rodriguez sacrificato e adattato a destra.
Il Maradona svela un altro volto. Al quarto di finale attesissimo ieri contro il Napoli, Fabregas lo ha nuovamente schierato dal primo minuto in un modulo già visto in casa della Lazio. Con Smolcic a guadagnarsi calcio di rigore, dal dischetto si è presentato con assoluta freddezza proprio Baturina: palla sotto al braccio, piazzata sul dischetto e bolide scagliato in fondo all'angolino basso. Milinkovic-Savic, noto pararigori, punito anche nel secondo duello diretto ai calci di rigore finali che hanno assegnato la semifinale al Como dopo 40 anni. E forse individuato il miglior rigorista possibile, infallibile due volte su due in una bolgia come il Maradona. Segnale forte a tutti i compagni, per la sana rivalità in spogliatoio, ma anche a capitan Da Cunha finora miglior specialista dagli undici metri. Qualora scalasse le gerarchie e diventasse la prima scelta con penalty da realizzare, la quota gol si potrebbe alzare drasticamente.











