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Roma, il talento non basta: i numeri di un attacco in crisi

Roma, il talento non basta: i numeri di un attacco in crisi TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
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Debora Carletti
martedì 29 ottobre 2024, 07:45Serie A

Dubbi, incertezze e tensioni a Trigoria. Non bastano le 24 ore per voltare pagina e concentrarsi sulla sfida di giovedì contro il Torino. Non è sufficiente sapere che sarà condotta da Ivan Juric una seduta di scarico per chi ha giocato o un allenamento per chi è rimasto in panchina. Non bastano nemmeno le dichiarazioni di circostanza per ridimensionare la frattura che, durante l’intervallo, sembra essersi creata tra la squadra e il mister.

È chiaro anche ai meno esperti che, in questo momento, a regnare sovrana è una profonda confusione. Da tempo era evidente che qualcosa non andasse: già giovedì scorso, nel match contro la Dinamo Kiev, sebbene il risultato fosse stato raggiunto, la prestazione aveva sollevato più di qualche perplessità. Non si tratta di una squadra stanca o lenta, ma piuttosto di un gruppo disorientato, in cerca della scintilla di uno dei suoi talenti creativi.

Eppure, quella luce tarda a manifestarsi. Basti pensare a Dybala, il gioiello della squadra, che in 423 minuti giocati (su 630 disponibili) ha trovato solo una rete – su rigore contro l’Udinese – e nessun assist. Un bilancio che stride con i numeri della scorsa stagione, quando nelle prime sette partite disputate riuscì a mettere a segno una doppietta e tre assist in 532 minuti. Anche le statistiche di Dovbyk appaiono eloquenti: nella scorsa stagione, su 810 minuti disponibili, riuscì a collezionare 3 gol e 3 assist in soli 433 minuti di gioco. Oggi, però, al di là dei gol, la sua adattabilità sembra una nota stonata in uno spartito di incertezze.

Mentre la Roma guarda al prossimo impegno, appare sempre più evidente che i problemi non si risolveranno con un cambio di modulo o un singolo colpo di genio. Serve ben altro: un nuovo equilibrio, una coesione che non si costruisce in un attimo, e soprattutto la capacità di guardare nel profondo di una squadra che, forse, ha bisogno di riscoprire il senso di appartenenza e unità per ritrovare la strada verso la luce.

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