Roma, per Frattesi è un gioco d’incastri. Ma con il Sassuolo è stallo
Tutto tace. O quasi. Tiago Pinto lavora sotto traccia per dare a Mourinho i rinforzi chiesti, ma il mercato giallorosso, dopo l’arrivo di Solbakken a novembre, appare decisamente in salita. La campagna trasferimenti di gennaio, ancor più di quella estiva, viaggia su sottile equilibrio scandito dal Settlement Agreement accordato con l’UEFA in autunno. Per questo a ogni entrata deve corrispondere un’uscita e nonostante Frattesi abbia manifestato a tutti la sua volontà di venire a Roma, anche subito, la trattativa non riesce a decollare. Prima è necessario che almeno un paio di pedine escano come Karsdorp e Shomurodov. Ad oggi, infatti, la Roma non potrebbe formalizzare l’acquisto del centrocampista del Sassuolo perché nella lista UEFA dovrà già aggiungere Solbakken e Wijnaldum, due giocatori che in ottica del Settlement Agreement aumentano il valore della rosa rispetto al primo semestre e che crescerebbe ancora se dovesse aggiungersi anche Frattesi.
Ecco allora che serve prima vendere e poi eventualmente provare a convincere un Sassuolo che dal canto suo fa la voce grossa ribadendo pubblicamente come sul calciatore ci siano anche club di Premier League. Un modo per generare un’asta o semplicemente alzare il valore del cartellino. Tiago Pinto, però, non ha intenzione di farsi prendere per il collo e punta molto sullo di sconto che la Roma maturerebbe visto la percentuale sulla futura rivendita che detiene sul centrocampista. A questo sarebbe disposta anche ad aggiungere una contropartita tecnica, ma Bove e Volpato hanno un valore alto, secondo i dirigenti di Trigoria, e per questo qualora uno dei due venisse inserito, la base cash da pagare dovrebbe ridursi sensibilmente. Un aspetto, quest’ultimo, che il Sassuolo per ora non prende in considerazione. Difficile, dunque, che la trattativa si possa sbloccare, ma il calciatore resta un obiettivo per oggi o per giugno.






