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Salernitana, in caso di B sarebbe rivoluzione. Ma battere il Toro significa alimentare il sogno salvezza

Salernitana, in caso di B sarebbe rivoluzione. Ma battere il Toro significa alimentare il sogno salvezzaTUTTOmercatoWEB.com
Danilo Iervolino
© foto di TuttoSalernitana.com
mercoledì 30 marzo 2022, 09:15Serie A
di Luca Esposito

In caso di malaugurata retrocessione, il presidente Danilo Iervolino potrebbe operare un'autentica rivoluzione. Se l'idea originaria era quella di parlare singolarmente con tutti i migliori giocatori della rosa per convincerli a sposare il progetto a prescindere dalla categoria, ora si sta pensando seriamente di ripartire da zero e di formare una squadra fisicamente forte, muscolare, di carattere, guidata dal veterano Djuric e da alcuni degli elementi che hanno vinto alla grande esattamente un anno fa. Con quale allenatore e direttore sportivo? Difficilmente Nicola accetterebbe la serie B, si punterebbe su un allenatore emergente bravo a lavorare con i giovani. Sabatini, invece, ha già detto pubblicamente e privatamente che rinnoverebbe volentieri il contratto ma alcune scelte in sede di mercato non sono risultate efficaci e se ne riparlerà a giugno. Ovviamente la proprietà crede fortemente nella salvezza e battere il Torino riaprirebbe ufficialmente il discorso. Anche perchè, salvo colpi di scena, i granata giocheranno due gare in più rispetto alla concorrenza e chissà che l'Udinese, a inizio maggio, non possa essere già matematicamente salva e, dunque, meno motivata pur pronta ad onorare l'impegno con grande professionalità. Il botta e risposta a distanza tra legali procede, al netto della diplomazia mostrata pubblicamente c'è tanta amarezza per alcune "accuse" già smontate dalla Corte Federale d'Appello che, come noto, ha riconosciuto la causa di forza maggiore evidenziando il comportamento impeccabile della vecchia dirigenza e la sovranità delle ASL rispetto agli organismi sportivi.

Tornando a Iervolino e al progetto futuro, sono due i punti fermi sui quali si sta lavorando a fari spenti: l'impiantistica sportiva e il settore giovanile. Nel primo caso si investirà sull'Arechi per renderlo fruibile al pubblico non solo quando si gioca in casa ma 365 giorni all'anno, senza dimenticare l'affascinante idea di riaprire lo storico Vestuti quantomeno per gli allenamenti. Nel secondo, invece, c'è stata una riunione con i più stretti collaboratori utile a individuare figure professionali di livello che rifondino il vivaio affidandosi ad allenatori con esperienza pregressa nel calcio e a una rete di osservatori che giri le scuole calcio di tutto il territorio salernitano. I tifosi sperano che venga contestualmente mantenuta la promessa di coinvolgere famiglie, bambini, scolaresche, provincia e associazioni. Ad oggi, sotto questo punto di vista, c'è delusione. I prezzi dei singoli biglietti restano tra i più alti della categoria, il settore popolare costa 30 euro e sabato sera si rischia il minimo stagionale. Ad oggi, abbonati compresi, sono 6200 circa i tifosi che hanno assicurato la propria presenza, ma per la proverbiale gara della vita era assolutamente doveroso attivarsi per riempire lo stadio e garantirsi la spinta del dodicesimo uomo. Ma, allerta meteo permettendo, il pubblico farà comunque la propria parte e darà una grossa mano alla Salernitana.