Stop restyling Dall'Ara, il sindaco Lepore: "Quei 40 milioni di euro sono dei bolognesi"
Tra i temi che tengono banco in casa Bologna c'è anche il restyling del Dall'Ara, sul quale si stanno posando non poche nuvole visto che anche lato società rossoblù è stato già fatto presente che non dipenda granché dalla volontà del club, quanto dai lavori e dai finanziamenti che il Comune sarà in grado di portare, con gli ultimi aggiornamenti che però parlano di 40 milioni di euro stanziati che saranno ritirati.
In tal senso prova a fare un po' di chiarezza Matteo Lepore, sindaco di Bologna: "Quei 40 milioni sono dei bolognesi ed è giusto creare una fascia di protezione per chi rischia di scivolare in una fascia marginale, è un momento in cui le persone fanno fatica a pagare gli affitti. Sullo stadio ci stiamo preoccupando di verificare se c'è la possibilità di riqualificare il Dall'Ara o se ci sono investitori interessati a uno stadio nuovo. In questo momento bisogna parlare di risorse economiche e di ipotesi concrete e se ci fossero realtà interessate il Comune farà la propria parte", le parole riportate dall'edizione online di Repubblica.
Sullo stadio Dall'Ara e i problemi nel raccogliere i finanziamenti necessari per i lavori di ristrutturazione, aveva parlato qualche giorno fa in conferenza stampa anche Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna: "Devo fare chiarezza. Lo stadio non è realizzato dal club, ma da un immobiliare che affitta l'impianto alla società sportiva. La capacità delle società calcistiche italiane di poter pagare un affitto in linea con le richieste del mercato immobiliare non è più possibile. In Italia la situazione è complessa: o si richiedono altri investimenti commerciali o immobiliari che avendo un rendimento più alto consentono alla società di pagare un affitto più basso oppure si deve ricorrere alle partnership pubblico-privato. 225 ristrutturazioni fatte negli ultimi 15 anni in Europa, la gran parte sono state fatte o dal pubblico o da pubblico e privato. Nel 20018 con il Dall'Ara avevamo studiato un investimento fatto dai privati, in questo caso dall'azionista, che accettava una redditività su questo capitale molto più basso che consentiva alla società di tenere un affitto che consentiva di alzare la competitività del club. Nel progetto che avevamo presentato il Bologna avrebbe pagato alla società che realizzava l'impianto un affitto di 6 milioni all'anno. Oggi il costo è passato dai 140 milioni a 220 e questo schema non funziona più. Da qui ai prossimi mesi verranno fuori nuove proposte ma noi siamo fermi sul fatto che siamo disponibili a fare un investimento - tra debito e capitale - di 100 milioni. Adesso o troviamo altri imprenditori che abbiano interesse che Bologna diventi sia un centro attrattivo sportivo e culturale e si crei un polo più vasto che possa attirare investitori o sarà necessario fare un nuovo stadio, ma la proposta non parte da noi perché non abbiamo alcun interesse nel guadagnare dalla costruzione dello stadio".











