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I verdetti della stampa. Genoa: Ostigard una delle (poche) note liete, Destro e Sheva i flop

TMW - I verdetti della stampa. Genoa: Ostigard una delle (poche) note liete, Destro e Sheva i flopTUTTOmercatoWEB.com
© foto di DANIELE MASCOLO
martedì 24 maggio 2022, 18:15Serie A
di Andrea Piras

Stagione amara per il Genoa. Dopo 15 anni la formazione rossoblu saluta la Serie A e torna in cadetteria. Un campionato passato ad inseguire la speranza, rimasta viva grazie all'impatto di Alexander Blessin, di una salvezza che poi non è arrivata. Adesso, dunque, spazio ai bilanci di fine anno tra migliori, peggiori e rivelazioni. Ecco, nel focus di TMW, le domande a cui rispondono tre firme per ogni piazza.

Chi è stato l'MVP della stagione?

Maurizio Moscatelli (ANSA/Tuttosport): "I tifosi: non c’è altro da dire. La squadra è retrocessa, non c’è altro da dire. I tifosi invece hanno dimostrato che si può retrocedere non solo con dignità ma capendo quali sono stati gli errori della società, di averli criticati ma di aver sostenuto sino alla fine la squadra".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Prendendo in esame solo chi ha indossato il rossoblu per l'intera stagione Milan Badelj. Più che il migliore, quello decisivo, perché quando ha giocato bene lui ha giocato bene il Genoa e quando ha giocato male è stata notte fonda. Nel complesso uno dei pochi a meritare la sufficienza piena".

Franco Avanzini (Genoanews1893.it): "La Gradinata Nord: l’arrivo della nuova dirigenza ha ricompattato la gradinata come era una volta, con unità di intenti. Certamente la fiducia non potrà essere eterna ma il prossimo mercato sarà determinante affinché questa unione con la società possa perdurare. Il credito andrà sfruttato bene".

Chi è stato la rivelazione della rosa in stagione?

Maurizio Moscatelli (ANSA/Tuttosport): "Leo Ostigard: arrivava dalla Championship inglese e ha sorpreso tutti anche per personalità, non solo perchè si è adattato subito al calcio italiano. La sua grinta ha veramente colpito. Vasquez lo si conosceva, aveva vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi mentre Ostigard penso non lo conoscesse nessuno".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Leo Ostigard: una 'bestia', nel senso buono, atleticamente. Da disciplinare caratterialmente e tatticamente, ma con il potenziale per giocare in una big".

Franco Avanzini (Genoanews1893.it): "Leo Ostigard: è stato un acquisto azzeccato. Non tutti lo conoscevano, si è rivelato bravo nella fase difensiva ma anche incisivo in quella offensiva. Ha segnato in Coppa Italia a San Siro contro il Milan e ci è andato vicino più volte in campionato".

Chi è stato la delusione?

Maurizio Moscatelli (ANSA/Tuttosport): "L'elenco potrebbe essere molto lungo ma credo che più di tutti abbia deluso Mattia Destro. L'anno scorso era andato in doppia cifra, quest’anno si è fermato a nove gol e peccato che nei momenti importanti sono mancate le sue reti. Ha fatto molto bene all’inizio, poi è sparito come gli capita. Non riesce mai a fare una stagione continuativa e da un giocatore con la sua esperienza, con le sue qualità, ci si aspettava molto di più. Bastava fare pochi gol in più, e li ha nelle corde, e il Genoa si sarebbe salvato".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Ci vorrebbero due giorni... perché troppi hanno toppato con una costanza degna di altri traguardi. Sempre tenendo conto di chi era a Pegli sin dall'estate scorsa direi Maksimovic, doveva essere il perno della difesa ha finito per fare la riserva a Bani".

Franco Avanzini (Genoanews1893.it): “Il periodo Shevchenko: il tecnico ucraino è arrivato a Genova con una presentazione importante e tanti proclami ma nel suo periodo in rossoblu non ha conquistato neanche una vittoria e perso due partite importanti per i tifosi come il derby e la partita con lo Spezia, secondo me gara determinante ai fini della salvezza".