Torino, tour de force a gennaio: 6 gare in 20 giorni per interpretare la stagione dei granata
Arrivati praticamente al giro di boa del campionato, il Torino non ha ancora capito quale possa essere il proprio obiettivo stagionale. Un inizio da incubo, poi la ripresa con un mese da imbattuto tra ottobre e novembre, la paura di sprofondare con tre sconfitte di fila, il rilancio con la doppietta Cremonese-Sassuolo e la nuova battuta d’arresto nell’ultima del 2025 contro il Cagliari: sulla sponda bianconera del Po c’è Luciano Spalletti che parla di montagne russe per la sua Juventus, ma pure Marco Baroni deve avere lo stesso pensiero per il suo Toro. Anche perché, ogni volta che i granata mandano segnali positivi, poi puntualmente ricadono negli stessi errori e sono costretti a ripartire nuovamente da zero. Al Filadelfia si è fatta la promessa di provare il salto di qualità in questo 2026, diciamo che questo lungo e impegnativo gennaio ormai iniziato darà risposte quasi definitive sulla stagione del Toro.
Tra domenica a Verona e il 24 a Como, Vlasic e compagni saranno attesi da sei partite in 20 giorni, aspettando di capire ancora quando verrà calendarizzata la sfida della 22esima giornata contro il Lecce. Di fatto la squadra di Baroni vivrà un mese a ritmi da Europa, l’obiettivo di ogni anno ma che, a meno di incredibili exploit e impronosticabili crolli di tante altre squadre nella seconda parte di campionato, rimarrà un sogno anche quest’anno. Nel calendario dei granata ci sarà un po’ di tutto: il primo impegno in trasferta sarà contro un Verona che lotta per non retrocedere, poi il turno infrasettimanale casalingo contro l’Udinese da metà classifica proprio come il Toro, infine la gara a Bergamo contro un’Atalanta che si sta riprendendo, un altro appuntamento al Grande Torino contro la Roma che lotta per lo scudetto, e il prossimo 24 gennaio la sfida a Como contro una rivelazione. In tutto questo, poi, ci sarà un altro atto contro i giallorossi di Gasperini, martedì 13 all’Olimpico negli ottavi di finale di Coppa Italia. Ecco perché basteranno queste sei gare in 20 giorni per capire se davvero questo 2026 potrà essere l’anno del salto in alto.











