Uno Scudetto arrivato per i meriti dell'Inter ma pure per i limiti delle altre
L'Inter ha conquistato il suo 21° Scudetto, con un anticipo importante rispetto al termine ufficiale del campionato. Un successo meritato sul campo, con la squadra di Cristian Chivu che dal momento in cui è riuscita ad allungare sulle inseguitrici non è più stata ripresa. E il margine con cui è arrivata fin qui testimonia il percorso netto.
Un successo merito delle scelte e della gestione del tecnico rumeno, dei gol di Lautaro Martinez, degli assist di Dimarco… Ma anche figlio dell'andamento lento delle avversarie. Sì perché Milan e Napoli, le uniche due che hanno in qualche modo provato e tenere il ritmo dall'inizio alla fine, anche nei momenti di appannamento dei nerazzurri non sono mai riuscite a sfruttare le occasioni.
Ed i numeri testimoniano queste difficoltà degli avversari. Anche vincendole tutte, il Napoli di Antonio Conte chiuderebbe a 81. Ovvero il punteggio più basso della carriera dell'allenatore salentino da quando è su una panchina di Serie A. Quindi le tabelle di Allegri: "per vincere lo Scudetto non bisogna subire più di 25 gol". L'Inter, in attesa della fine del campionato, andrà ben oltre questo target. Ancora: "per la Champions serviranno almeno 74 punti", aveva detto il tecnico del Milan. Anche vincendole tutte, Como e Roma (le prime fuori dalle qualificate Champions), arriverebbero a 73. Eventualità comunque difficile da vedere. Numeri e statistiche che raccontano come, al di là degli evidenti meriti dell'Inter, dietro lo Scudetto nerazzurro ci siano stati anche demeriti delle altre contendenti. Che non sono mai state realmente tali.











