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Esclusiva TMW

Il Pisa il "nuovo Como"? L'ex Lucchesi: "Potrebbe. Con Comolli c'è volontà di ulteriore crescita"

Esclusiva TMW
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
Oggi alle 12:19Serie B
27.10.2026 12:19Serie B
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Nel corso della mattina radiofonica di TuttoMercatoWeb.com, è intervenuto l'esperto dirigente Fabrizio Lucchesi, che ha spaziato su più temi, non ultimo quello che riguarda il Guidonia Montecelio, formazione di Serie C della quale è Direttore Generale.

Qualche partita forse un po' altalenante, ma settimo posto in un girone di ferro: si può essere soddisfatti del percorso fino fatto.
"Stiamo lavorando per cercare di migliorarci tutti gli anni, questa è un po' la mission aziendale del nostro imprenditore, ed è un po' lo scopo sportivo che ci siamo preposti. Come tutti, voglio essere performanti al meglio e stiamo lavorando per quello. Abbiamo cambiato anche la guida tecnica, c'è stato anche un momento di riorganizzazione tecnico-sportiva, ma ribadisco che l'obiettivo è migliorarci: qualche volta ci viene qualche settimana un po' meglio, qualche volta ci viene anche una settimana un pochino più faticosa anche da digerire, ma stiamo lavorando per trovare la continuità".

A proposito del cambio di guida tecnica, è tornato Ginestra: come cantava Venditti, "certi amori non finiscono"?
"Io uso dire una battuta, gli allenatori quando vincono sono bravi e quando vincono meno lo sono di meno. Con Ciro c'è una grande stima a livello personale e tecnico, lo scorso anno c'era stata la volontà di cambiare decidendo di puntare su Lopez, allenatore veramente capace con delle ottime visioni sportive. A livello di ambiente non c'era forse molta sintonia, alla fine avevamo un punto e mezzo di media, e la proprietà ha ritenuto e più opportuno ritornare su Ginestra, che conosce l'ambiente, la squadra, è stato anche un insediamento facile. Abbiamo ripreso il discorso dove era stato lasciato, cercando anche con l'intervento dei giocatori che sono arrivati di integrare il vecchio gruppo".

Alle porta una sfida non semplicissima, perché anche il Perugia è una squadra che sta alternando momenti brillantissimi a momenti meno brillanti. Come vi state preparando per questo importante appuntamento?
"È una partita difficile, perché il Perugia è un'ottima squadra che ha dei valori sportivi, una tradizione importante, con anche ambizioni importanti. Stanno cercando di trovare un po' la quadra a livello aziendale, ma poi in campo vanno i giocatori, e ribadisco che quella attuale è un'ottima squadra, ben allenata, he noi affrontiamo però con grande voglia di misurarci. Se è vero che vogliamo crescere, dobbiamo anche confrontarci con queste realtà che sono più blasonate e forti per poi vedere se questa crescita è vera, oppure ancora c'è tanto da lavorare".

Missione di crescita, ci spostiamo in B, in una piazza che conosce da ex. Con Comolli il Pisa ha messo un po' il turbo: da esperto dirigente, come vede questo binomio?
"È stata una mossa a sorpresa: poche persone, a quanto abbiamo capito, erano a conoscenza di questo andamento di programma. Io credo che innanzitutto meriti un ringraziamento importante, un plauso vero, la famiglia Corrado, perché in questo decennio ha sviluppato con risorse finanziarie proprie e dirette un progetto, a livello manageriale ha fatto sì che Pisa vivesse 11 anni importanti, e adesso questo cambio di proprietà - con l'arrivo di un manager così strutturato e importante - fa presupporre un'ulteriore volontà di sviluppare Pisa e il Pisa, che ha tutte le potenzialità per fare molto bene, anche in categoria superiore, con una proprietà che aumenta anche gli investimenti e alza il tiro. Non vedo nessuna preclusione per puntare alla Serie A e starci. Certo, tra dire e fare c'è di mezzo il mare, ma il processo di crescita è appena cominciato e le premesse ci sono tutte; il fatto stesso che non hanno fatto proclami, mi fa pensare alla volontà di fare molto bene e soprattutto di spingere sull'acceleratore della crescita".

I paragoni sono sempre brutti, però, per dirla proprio spiccia spiccia, il Pisa può diventare il nuovo Como?
"Inn effetti è un piccolo Como. Anche Pisa è la società di una grande città che fino a ieri era classificata nel mondo del calcio come una provinciale, a cospetto delle grandi città, ma con una potenzialità molto forte. Sicuramente le condizioni di crescita, come ho detto, ci sono, e le cose serie si fanno di solito così, con poche chiacchiere e tanti fatti. C'è da aspettare solo di vedere che succede a gennaio con la sessione invernale di mercato e poi, soprattutto, vedere a giugno quando riprogrammeranno il prossimo futuro quello che accadrà. Da lì si capirà che cosa c'è dietro questo cambio di proprietà e che ambizioni ci sono".

© Riproduzione riservata

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