Bertotto: "Udinese, ho visto giocatori abbattuti. Spero non si cambi guida"
TMW RadioL'ex calciatore e allenatore Valerio Bertotto è intervenuto a Maracanà, trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com. E ha parlato di Udinese: "Ci si aspettava tutti che al terzo anno con la stessa guida tecnica il livello si alzasse. Sta avendo delle difficoltà ed è un peccato, perchè la squadra è attrezzata, ci sono degli infortuni che pregiudicano il percorso. La situazione è critica ma spero riescano a risollevarla. Ero allo stadio a vedere la panchina, devo dire che il Lecce ha fatto una partita eccezionale e il risultato poteva essere ancora più rotondo. Ho visto l'Udinese sottotono, la cosa che mi ha preoccupato da tifoso è vederli un po' abbattuti. L'ho vista veramente giù. Dare la scossa col cambio allenatore? La percezione ce l'ha solo il tecnico del fatto se ha la squadra in pugno. Non vivendo lo spogliatoio, non possiamo sapere. Io mi auguro che non succeda. La volontà dei calciatori deve essere quella di fare i professionisti e fare bene per la maglia".
Che Milan sta vedendo?
"A tratti strepitoso nell'ultima partita, poi ogni tanto perde la bussola ma i giocatori sono capaci, esprimono un buon calcio. Manca la continuità. La strada credo la stiano tracciando".
Lei conosce Spalletti. Che ne pensa di quello che sta vivendo?
"Non si può giudicare l'allenatore, perché è capace e lo ha dimostrato negli anni. Il momento non è facile, anche perché quando ti trovi nella realtà tra le più importanti a livello internazionale, dove ti chiedono di vincere, quando le cose non vanno bene è chiaro che c'è tutto un contorno che ti travolge. Per me Spalletti ha le capacità morali e la struttura per saper gestire anche questi momenti. E' un uomo che ha vissuto il calcio, ne ha passate di tuti i colori. Si vede che non è contento, però lui lo sa meglio di me che fare l'allenatore spesso ti dà certe incombenze".
Come uscire dalla crisi?
"Io sono convinto che le uniche due cose che servono è il grande dialogo con la squadra e il lavoro. Il dialogo deve essere costante, serio, diretto e leale. L'obiettivo è il bene della squadra, deve essere sempre messo al di sopra di tutto. E poi il lavoro, l'attenzione ai dettagli".
Che ne pensa delle parole di Bremer?
"Io sono dell'idea che i panni sporchi bisogna lavarli dentro le quattro mura. Bisogna dirsi le cose in faccia e all'esterno meno trapela e meglio è. Altrimenti crei degli tsunami che minano la serenità del gruppo. Ci sono i tempi giusti per fare certe cose".
Che idea si sta facendo di Abate al Torino?
"Ha fatto un ottimo campionato lo scorso anno, dando la possibilità di accedere a qualcuno ai piani alti. E' partito con un grande lavoro, che all'inizio non dava i risultati sperati, ma come sempre testa bassa e si sta ritagliando il giusto spazio".
Che bolle in pentola per lei?
"Tante cose. E' bello quando ti cercano, perché apprezzano le tue qualità, la tua professionalità. Mi auguro al più presto di riprendere il mio cammino".
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