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Spezia, Donadoni incassa la fiducia. Anche se non ci sono differenze con D'Angelo

Spezia, Donadoni incassa la fiducia. Anche se non ci sono differenze con D'AngeloTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Luca Bargellini
Oggi alle 11:41Serie B
Luca Bargellini

Lo Spezia aveva iniziato la stagione 2025/26 con un obiettivo chiaro: tornare in Serie A. A febbraio, invece, il club ligure si ritrova a guardare con apprensione la zona playout e il baratro della Serie C. Una caduta libera che ha già bruciato un allenatore e che, numeri alla mano, non sembra essersi arrestata nemmeno con il cambio di guida tecnica.

L'era D'Angelo: un inizio da dimenticare
Luca D'Angelo aveva già guidato lo Spezia nella stagione precedente, e la fiducia della società sembrava solida. Soprattutto dopo la finale playoff (poi persa) contro la Cremonese. Ma l'avvio di campionato è stato un disastro: nelle prime 11 giornate, i bianconeri raccolgono appena 7 punti (1 vittoria, 4 pareggi, 6 sconfitte), con un misero bottino di 10 gol segnati e 15 subiti, per una media di 0,64 punti a partita. Il punto più basso è l'inizio: sconfitta casalinga alla prima giornata contro la Carrarese per 0-2, seguita da un altro ko esterno col Venezia (2-0) e dalla beffa interna col Cesena (1-2). L'unico lampo, la convincente vittoria ad Avellino per 0-4 alla 9ª giornata, arriva troppo tardi. Il 4 novembre 2025, dopo la sconfitta a Monza, D'Angelo viene esonerato.

Arriva Donadoni: cambia tutto, ma non i risultati
Al posto del tecnico pesarese viene chiamato Roberto Donadoni, nome di grande prestigio e spessore nel calcio italiano. L'ex commissario tecnico della Nazionale ha portato esperienza e autorevolezza, ma le prime settimane sono un saliscendi tutt'altro che rassicurante: sconfitta per 4-1 a Mantova alla 13ª giornata, poi altri tre ko contro Frosinone, Südtirol e Palermo, inframezzati dai successi contro Sampdoria, Virtus Ventella e Pescara.
In 14 partite sotto la sua gestione, lo Spezia totalizza 15 punti (4 vittorie, 3 pareggi, 7 sconfitte), con 10 gol fatti e 17 subiti. La media sale leggermente a 1,07 punti a partita rispetto agli 0,64 di D'Angelo, ma il rendimento complessivo resta insufficiente per una squadra che ambiva a ben altro. L'ultima sconfitta casalinga contro il Frosinone (0-2) il 15 febbraio 2026 fotografa bene la situazione: lo Spezia fatica a fare risultato anche tra le mura amiche.

I numeri non mentono: la crisi è strutturale
Sommando le due gestioni, lo Spezia ha archiviato la 25ª giornata con 22 punti complessivi (5 vittorie, 7 pareggi, 13 sconfitte), una media di poco superiore a 0,88 punti a gara. Una continuità nel segno della mediocrità che racconta come il problema non sia solo di natura tecnica, ma probabilmente più profondo: rosa, organizzazione, progetto. Cambiare allenatore non ha spostato l'equilibrio in modo significativo.

La proprietà conferma Donadoni: una scommessa sul futuro
Nonostante tutto, la proprietà ha scelto di non cambiare nuovamente panchina e ha rinnovato la fiducia a Donadoni, il cui contratto è in scadenza al 30 giugno 2026. Una decisione che può essere letta come pragmatismo (un terzo cambio sarebbe stato un segnale di resa totale) ma che scarica sull'allenatore bergamasco una pressione enorme: salvare lo Spezia dalla retrocessione in Serie C, un epilogo che fino a pochi mesi fa sembrava fantascienza per un club che sognava la massima serie.

Il countdown è iniziato. E lo Spezia, tra le mura del Picco e nei campi di tutta Italia, gioca una partita che non può permettersi di perdere.

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