Catania, Toscano prima della Casertana: “Aggrediamo il primo posto”. Stop Rolfini per frattura
Alla vigilia del match contro la Casertana per la 31ª giornata del campionato di Serie C, Domenico Toscano, tecnico del Catania, ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia:
Che indicazioni ha avuto dalla squadra in settimana? E come stanno i giocatori che hanno trovato meno spazio come Corvari, Ponzi e Bruzzaniti?
“Tutti dall’inizio dell’anno si allenano con la voglia di contribuire alla crescita e ai risultati della squadra. I ragazzi stanno lavorando bene. Abbiamo la squalifica di Quaini e Di Noia è uscito anzitempo nell’ultima gara: lo valuteremo tra oggi e domani per capire se potrà essere disponibile. Rolfini invece avvertiva un dolore al piede già nella settimana in cui siamo stati fuori: ieri ha fatto gli accertamenti ed è stata riscontrata una frattura. Sarà lo staff medico a comunicare l’entità e i tempi di recupero. Forte sta continuando il suo percorso di recupero e speriamo di averlo la settimana prossima”.
Che avversario sarà la Casertana, anche alla luce della recente vittoria nel derby? E guardando alle ultime gare, ha qualcosa da rimproverarsi nelle scelte?
“Per quanto riguarda le ultime due partite, la squadra ha fatto quello che doveva fare. Poi i risultati sono figli di tanti episodi e dettagli che possono portare a esiti diversi. In queste gare ho visto una squadra cresciuta molto in consapevolezza, mentalità, personalità e lucidità nello sviluppare il gioco. Noi vogliamo continuare ad aggredire il primo posto. La Casertana è una squadra ostica per caratteristiche, sta facendo un campionato importante. Ha avuto un momento di flessione dovuto ai tanti infortuni, ma ora sta recuperando diversi elementi dell’organico. È una squadra di ottimo livello e sarà soprattutto una partita di testa”.
Lei parla spesso di riempire l’area di rigore. Perché a volte il Catania fatica a farlo?
“Dipende anche dalle caratteristiche dei giocatori. Quando giochi con trequartisti a cui piace avere la palla sui piedi, a differenza di quando utilizzi Lunetta o Rolfini con un’altra punta, magari guadagni nel palleggio ma perdi qualcosa nell’occupare l’area. A Benevento lo abbiamo fatto bene: i quinti sono arrivati, c’è stata l’occasione di Donnarumma, Di Noia riempiva sempre l’area e Piago è stato pericoloso. In partite così equilibrate sono i dettagli a spostare l’equilibrio”.
Il Catania ha raccolto meno punti in trasferta rispetto alle prestazioni offerte. Come se lo spiega?
“Credo che nelle ultime due partite lo abbiamo dimostrato, anche se i punti sono stati pochi. Le gare che possiamo imputarci sono quelle con Foggia, Siracusa e Potenza. A Sorrento invece abbiamo fatto una partita negativa e lì non meritavamo nulla. In quelle altre gare potevamo fare qualcosa in più, ma per varie circostanze non ci siamo riusciti. La differenza con il Benevento è stata che loro, anche quando non hanno giocato grandi partite, sono riusciti a portare a casa il risultato”.
Dal punto di vista psicologico come ha visto la squadra dopo la sconfitta di Benevento?
“Dopo la partita c’era amarezza soprattutto per la prestazione fatta, non tanto per il risultato. Il rammarico è stato non portare a casa almeno un pareggio. Ho detto ai ragazzi che bisogna guardare avanti: guardare indietro non porta niente. Dobbiamo prendere queste due prestazioni come dimostrazione che in ogni partita abbiamo le potenzialità per vincere. Poi dobbiamo curare il dettaglio: se servirà fare anche sedute notturne sui cross, sui tiri e sul riempimento dell’area, le faremo”.
Si è visto grande sconforto nei giocatori a fine partita. Come gestire queste emozioni? E pensa a un po’ di turnover, ad esempio per Casasola che sembra molto utilizzato?
“Quelle lacrime sono la testimonianza di quanto questa squadra tenga a fare bene e a regalare soddisfazioni ai tifosi. Io però ho detto ai ragazzi che devono essere orgogliosi della partita fatta. Poi è normale analizzare cosa si poteva fare meglio. Quando sono arrivato qui mi hanno chiesto una squadra che lotti e sudi la maglia, e questo lo sta facendo. Casasola è un giocatore che dà tanto alla squadra per caratteristiche e dinamismo. Abbiamo ancora due giorni per valutare le condizioni di tutti e poi faremo le scelte”.
La squadra ha ancora margini di miglioramento a otto giornate dalla fine? E come valuta il mercato di gennaio?
“Se si parla di risultati sì, ma io guardo soprattutto alla crescita nelle prestazioni, nella consapevolezza e nella produzione di gioco. Da questo punto di vista la squadra è cresciuta. Sui singoli dico sempre che non bisogna limitarsi a dire che sono bravi: hanno qualità ma devono diventare più determinanti in certe situazioni.Sul mercato di gennaio, Bruzzaniti alla prima partita sembrava il miglior acquisto, poi serve un periodo di adattamento alla squadra, alla categoria e alla piazza. Se avessimo avuto lui, Guglielmotti o Ponzi da luglio sarebbe stato diverso. A gennaio queste difficoltà vanno messe in conto. Miceli sta facendo bene nel suo ruolo, arriverà anche il momento di Guglielmotti. Ponzi ha avuto un problema all’adduttore e si è dovuto fermare. Non vedo un mercato sbagliato: è un percorso in cui tutti, anche chi c’era da luglio, potevano fare qualcosa in più”.
In questo momento si sente un uomo solo al comando o percepisce la fiducia dell’ambiente?
“Mi sento più forte rispetto all’inizio della stagione. Il percorso fatto a Catania mi ha rafforzato molto. Essere più forte non significa necessariamente vincere il campionato, ma saper gestire le difficoltà. In passato ho vinto con 96 punti, ma oggi mi sento ancora più forte come allenatore grazie all’esperienza fatta qui”.
Crede ancora nella rimonta per il primo posto o la squadra sta già pensando ai playoff?
“Io vivo per il primo posto. Fa parte della mia storia e voglio continuare ad aggredire quella posizione. I punti di distanza sono tanti, vedremo”.











