Insulti razzisti a Sibi Sheikh. La condanna della Virtus Verona: "Sport deve esser scuola di vita"
Una dura botta ai conti della Pro Patria quella arrivata con il referto del Giudice Sportivo dopo la gara contro la Virtus Verona, a margine della quale, come si legge nel documento ufficiale, il club bustocco è stato multato con 4mila euro "per avere dieci dei suoi sostenitori, posizionati all'interno del Settore Tribuna Ospiti:
1. all’inizio del secondo tempo, proferito un epiteto razzista nei confronti di un calciatore della squadra avversaria, comportante offesa, denigrazione e insulto per motivi di razza, colore, nazionalità, origine anche etnica determinando, con tale condotta, un ritardo nell’avvio della ripresa del gioco di tre minuti;
2. al 4° minuto del secondo tempo, proferito ululati, comportanti offesa, denigrazione e insulto per motivi di razza, colore, nazionalità, origine anche etnica, nei confronti del medesimo calciatore della squadra avversaria".
Sul caso, è tornata la Virtus Verona, con la nota che di seguito riportiamo:
"UNO PER TUTTI, TUTTI PER SIBI
Lo sport è passione e divertimento, una scuola di vita dove ci si confronta con l’altro con lealtà e rispetto. La Virtus Verona è al fianco di Sibi Sheikh, profondamente addolorato per essere stato vittima di insulti a sfondo razzista dal settore ospiti nel corso dell'ultimo incontro di campionato al Gavagnin-Nocini. Noi che abbiamo una storia che ha nell'inclusione e nell'attenzione verso il prossimo valori assoluti, esprimiamo a lui la nostra solidarietà e la vicinanza per comportamenti che nulla hanno in comune con i principi fondanti del mondo dello sport e quelli della convivenza civile.
La Virtus Verona è orgogliosa di avere Sibi tra le proprie fila, grande portiere e stupenda persona".






