La Salernitana deve decider cosa vuol fare da grande. Ma una 'pace' sembra impossibile
TMWI numeri non mentono mai, quelli sono. E quelli della Salernitana raccontano di un decimo posto in classifica con 14 punti dopo 10 giornate (con l'Inter U23 dietro di un solo punto ma con una gara in meno), tre vittorie, cinque pareggi e due sconfitte, con 14 gol fatti e 12 subiti. Niente di catastrofico, ma neppure niente di esaltante: e per una squadra che sembrava dover puntare alla B non avere niente di esaltante è ora un po' preoccupante, anche se il campionato è ancora lungo e tutto può accadere.
La stagione mai decollata.
Gli strascichi dell'anno passato si stanno forse facendo sentire perché, inutile girarci intorno, l'avvio di stagione dei granata è anonimo sotto parecchi punti di vista, tanto da aver portato a un ambiente piuttosto nervoso. Come nervoso è sembrato essere il tecnico Serse Cosmi, che ha avuto un alterco con la stampa dopo l'ultima partita, pareggiata con la Scafatese; son seguite le scuse, e soprattutto, la conferma della società, che ha dunque allontanato i rumors che volevano il trainer prossimo all'esonero. Ma la piazza non ci sta, e i tifosi hanno iniziato la contestazione, con una rappresentanza dello zoccolo duro del tifo che ieri, al centro sportivo Mary Rosy, ha incontrato Cosmi chiedendogli di rassegnare le dimissioni
E da li, un ulteriore strappo con la piazza.
Che il rapporto tra club e tifoseria non sia idilliaco è noto ormai da tempo, ma le parole dopo l'accaduto pronunciate dall'AD Umberto Pagano hanno forse aumentato la frattura: "Il rispetto dei ruoli, la libertà di dissentire e il futuro della Salernitana sono tre punti cardine su cui basarsi. Da troppo tempo assistiamo a un clima di contestazione permanente che, in alcuni casi, ha assunto caratteristiche che ritengo incompatibili con il sereno funzionamento di una società sportiva. Credo sia giusto ristabilire un principio fondamentale: la Salernitana è un club di calcio professionistico con responsabilità, organi di governo e persone chiamate ad assumere decisioni. I tifosi rappresentano il patrimonio emotivo più importante di questa società. Hanno tutto il diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni, criticare scelte e risultati sportivi, decidere di andare o non andare allo stadio. Ma nessuna componente della tifoseria può arrogarsi il diritto di stabilire chi debba allenare la Salernitana, chi debba amministrarla o quali tesserati debbano restare e quali andare via".
Niente di offensivo, e, soprattutto, niente di sbagliato, per onestà intellettuale questo va detto. Son state forse le tempistiche a non essere quelle giuste, è stato un po' un buttare benzina sul fuoco; Cosmi era già confermato, forse lasciar correre e magari "blindare" la squadra era la scelta più opportuna in questo momento. Si intenda questo come un'opinione e non come un consiglio, non si infiammi di nuovo il club; del resto, l'espressione di un parere è lecita.






