9 aprile 2022, Catania escluso dalla Lega Pro. Fine anticipata dell'esercizio provvicorio
Il 9 aprile 2022 il Catania smette ufficialmente di giocare a calcio. Il tribunale dispone la cessazione anticipata dell'esercizio provvisorio e la squadra etnea non scende più in campo. La partita con il Latina, prevista per il giorno dopo, non si disputa.
La fine era scritta da mesi, ma l'ultimo tentativo di salvataggio aveva tenuto accesa la speranza. Dopo due aste andate deserte - l'11 febbraio e il 4 marzo - il 15 marzo era arrivata l'unica offerta: quella di Benedetto Mancini, imprenditore alla guida della società FC Catania 1946. Il prezzo fissato dal bando era di 500mila euro. Mancini ne aveva versati 125mila. Il tribunale aveva concesso una proroga, fino al 19 aprile, per permettere il completamento dell'operazione. Successivamente l'imprenditore aveva depositato un ulteriore assegno da 200mila euro, ancora lontano dalla cifra minima richiesta. I suoi legali avevano contestato l'operato del tribunale, sostenendo che entro il lunedì successivo l'acquisto sarebbe stato concluso. Non è bastato.
Nel frattempo, anche l'ultima via d'uscita si era chiusa. I curatori fallimentari avevano chiesto l'intervento della Lega Pro, ipotizzando un contributo economico per permettere al Catania di disputare le ultime quattro partite della stagione. Il presidente Francesco Ghirelli aveva risposto con un no netto: qualsiasi intervento finanziario straordinario avrebbe creato disparità tra i club, incidendo indirettamente sulla classifica. Con la cessazione dell'esercizio provvisorio, la FIGC ha revocato l'affiliazione e disposto lo svincolo di tutti i tesserati.











