Barcellona, l'"operazione rimonta" è già cominciata. Yamal: "Non è finita, daremo tutto"
L'"operazione rimonta" è iniziata subito dopo il fischio finale. Nella testa di Hansi Flick, il Barcellona ha già cominciato a giocare il ritorno contro l’Atletico Madrid: lo 0-2 maturato ieri al Camp Nou pesa come un macigno, ma non è ancora una sentenza. Almeno non per un gruppo che vuole aggrapparsi a ogni dettaglio per crederci. La storia dice che rimonte del genere sono rarissime - solo una volta in Champions - ma il Barça si appiglia ai numeri e alle sensazioni. Al Metropolitano, negli ultimi incroci, i blaugrana hanno spesso fatto risultato. E anche nel match d'andata, nonostante tutto, i dati raccontano di una squadra più propositiva, capace di creare molto più degli avversari.
Il segnale più forte, però, arriva dallo spogliatoio. Lamine Yamal è stato il primo a esporsi: "Non è finita, daremo tutto". Parole che riflettono lo spirito di una squadra che sa che ora deve fare qualcosa in più, molto di più. Anche Flick lo sa: servirà una partita perfetta. Non solo intensità, ma anche precisione. Il vero problema contro l’Atlético, fin qui, è stato il gol: un limite che obbliga a cambiare qualcosa, tatticamente e mentalmente.
Per questo il tecnico pensa già alle rotazioni in campionato: gestire le energie, arrivare al ritorno con i migliori al massimo. Pedri, João Cancelo, Dani Olmo, lo stesso Yamal: tutti uomini chiave per accendere una scintilla. Perché la rimonta passa da qui: segnare presto, mettere pressione, creare paura. E poi affidarsi ai singoli - da Robert Lewandowski a Ferran Torres -, chiamati finalmente a fare la differenza. Servirà tutto: qualità, coraggio, dettagli. E forse anche un pizzico di follia. Perché certe imprese, a volte, nascono proprio così.











