Camerun ai quarti di Coppa d'Africa, un risultato che rafforza Eto'o dopo la bufera
La qualificazione del Camerun ai quarti di finale della Coppa d’Africa è una vittoria che va oltre il campo e porta la firma di Samuel Eto’o. L’ex fuoriclasse e attuale presidente della Federazione camerunese ha vissuto con evidente sollievo il successo per 2-1 sul Sudafrica, che ha permesso ai Leoni Indomabili di superare gli ottavi, fatali due anni fa. Ora all’orizzonte c’è il Marocco, padrone di casa e grande favorito, ma il percorso fin qui assume già un valore simbolico e politico.
La CAN ha infatti rafforzato la posizione di Eto’o, che prima del torneo aveva preso una decisione controversa: l’esonero del ct Marc Brys, con cui era in aperto conflitto, e la nomina di David Pagou, tecnico poco conosciuto a livello internazionale ma con una lunga esperienza nel calcio locale. Una scelta arrivata a ridosso della lista dei convocati, dalla quale erano rimasti esclusi nomi pesanti come André Onana, Vincent Aboubakar ed Eric-Maxim Choupo-Moting.
Al di là delle critiche (qualcuno ha anche affermato che le convocazioni sono state decise dall'ex stella di Inter e Barcellona), le prestazioni della squadra hanno però dato ragione al presidente federale. Il Camerun ha mostrato un volto convincente e ha trovato nuove certezze, come il giovane Christian Kofane, 19 anni, autore di due gol in tre partite e una delle rivelazioni del torneo. Un segnale di rinnovamento che arriva poche settimane dopo l’eliminazione nella corsa ai Mondiali 2026. La vittoria contro il Sudafrica ha acceso anche il dibattito politico. Parte della stampa locale ha celebrato Eto’o per il coraggio delle sue scelte, mentre sui social il presidente della Fecafoot ha pubblicato un post enigmatico, accostando un cuore all’immagine di Oswald Baboke, politico amato in Camerun. La saga continua.











