Coppa d'Africa 2027, 2 dei 3 Paesi organizzatori in ritardo nei lavori. Si farà in Sudafrica?
La Coppa d'Africa 2027 fa già discutere. Quella che dovrebbe essere un’edizione storica, assegnata congiuntamente a Kenya, Tanzania e Uganda, rischia infatti di cambiare completamente scenario a causa dei ritardi nei lavori infrastrutturali.
Secondo quanto riportato da Le Monde, la Confederazione africana di calcio sarebbe sempre più preoccupata per lo stato di avanzamento dei cantieri, in particolare per quanto riguarda stadi e strutture di accoglienza. Se la Tanzania sembra rispettare la tabella di marcia, la situazione appare decisamente più critica in Uganda e Kenya. In Uganda, ad oggi, nessuno stadio soddisferebbe gli standard di categoria 4 richiesti dalla CAF. I lavori previsti a Kampala, così come nei nuovi impianti di Hoima e Lira, risultano in ritardo significativo. Anche il Kenya resta sotto osservazione: il progetto del grande stadio di Talanta a Nairobi, da 60.000 posti, avrebbe dovuto essere completato entro il 2025, ma i tempi rischiano di slittare.
Le criticità non riguardano solo gli impianti sportivi, ma anche la logistica generale, dai trasporti alle infrastrutture ricettive, fondamentali per un evento di questa portata. Per questo motivo, all’interno della CAF si stanno già valutando soluzioni alternative e tra le ipotesi più concrete emerge quella di affidare l’intera organizzazione al Sudafrica, che rappresenterebbe un’opzione solida e immediatamente operativa. In questo scenario, l’edizione originariamente prevista per il 2027 potrebbe slittare a quella successiva nei tre Paesi inizialmente designati, dando loro il tempo necessario per completare i lavori.
Resta sullo sfondo anche la candidatura del Ruanda, pronto a subentrare qualora uno o più Paesi organizzatori non fossero in grado di garantire gli standard richiesti.











