Ekitike fermato sul più bello: la stagione maledetta del Liverpool racchiusa in un infortunio
Ci sono stagioni che prendono una direzione storta e non la raddrizzano più. E poi ci sono giocatori che, dentro quel caos, provano comunque a dare un senso alle cose. Hugo Ekitike è stato questo per il Liverpool: una luce intermittente in un’annata piena di crepe. Fino all’ultimo, fino alla notte contro il PSG che rischia di diventare, per molto tempo, la sua ultima immagine in campo.
L’infortunio al tendine d’Achille chiude brutalmente il suo 2026: stagione finita, addio al Mondiale, stop lunghissimo. Una di quelle notizie che non colpiscono solo il giocatore; Ekitike, numeri alla mano, è stato il migliore tra i nuovi arrivati ad Anfield. Diciassette gol e sei assist in 45 partite non sono cifre da fenomeno assoluto, soprattutto se rapportate ai quasi 100 milioni investiti. Ma sono abbastanza per dire che, in mezzo a dubbi e discontinuità, era lui quello che più di tutti stava provando a dare continuità e senso al progetto.
Mentre altri (Wirtz, Frimpong, Kerkez, l'impalpabile Isak) faticavano a trovare ritmo e identità, Ekitike era diventato un riferimento offensivo credibile. Non dominante, non trascinante in senso assoluto, ma presente. E in una stagione così, essere presente è già tanto. Il suo infortunio, allora, non è solo una perdita tecnica: è il simbolo di un Liverpool che, nel momento in cui sembrava poter almeno salvare qualcosa, si è ritrovato a perdere tutto.
La notte di Anfield contro il PSG, con tutte le polemiche su Isak e le scelte di Slot, rischia di nascondere questo dettaglio fondamentale. Perché al di là degli errori e delle critiche, la sensazione è che questa squadra abbia perso progressivamente certezze, uomini e fiducia. Non è solo una stagione deludente, ma un’annata segnata anche da una dose di sfortuna che ha colpito mentre si provava a tenere insieme i pezzi.











