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Oltre il tempo e oltre le mode: Simeone è eterno, l'Atletico non smette mai di crederci

Oltre il tempo e oltre le mode: Simeone è eterno, l'Atletico non smette mai di crederciTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:12Calcio estero
Michele Pavese

Quattro titoli in Spagna, quattro in Europa. Eppure da cinque anni a secco, nonostante investimenti importanti e un rinnovo ricchissimo che continua a far discutere. In un calcio che cambia allenatori con una facilità quasi ossessiva, Diego Pablo Simeone resta lì, saldo sulla panchina dell’Atletico Madrid. E ogni volta trova un modo per rispondere, sul campo, ai suoi tantissimi detrattori.

L’eliminazione del Barcellona è l’ennesimo capolavoro della sua gestione. Non è un episodio, non è fortuna, non è magia: è la capacità, rara, di reinventarsi restando fedele a se stesso. Il Barcellona di Flick, la squadra che incarna il calcio spettacolo, il gioco offensivo, quasi allergico alla fase difensiva, è caduto ancora una volta contro una squadra che ha fatto dell’equilibrio e dell’intensità la propria identità. Eppure ridurre l’Atletico alla sola difesa è un errore che si ripete da anni. La squadra di Simeone è ritmo, è forza, è capacità di leggere le partite e colpire nei momenti giusti. È compattezza, ma anche coraggio. È un calcio che può non piacere a tutti, ma che nelle grandi notti europee continua a dimostrarsi terribilmente efficace.

Il Barcellona ha segnato, ha provato a imporre il proprio gioco, ma è bastata una semplice ripartenza per essere punito. È successo altre volte, succede ancora. Perché a certi livelli non basta creare, bisogna anche saper proteggere. E l’Atletico, in questo, resta una lezione continua. Intanto Simeone è ancora lì: finale di Copa del Rey, semifinale di Champions League, nonostante una stagione complicata in Liga. Ancora una volta ha portato la squadra oltre i propri limiti apparenti. Ancora una volta ha dimostrato che la continuità non è un caso.

Non si resta sulla stessa panchina per così tanto tempo senza un motivo. Non si costruisce un ciclo così lungo senza evolversi. Simeone lo fa da anni, trovando sempre nuove risorse, nuovi equilibri, nuove motivazioni. È una mentalità unica: un calcio visto da un’altra prospettiva, fatto di dettagli, di preparazione, di coinvolgimento totale. Un calcio che richiede tutto, e che spesso restituisce identità e risultati.

E forse è proprio questo il punto. In un’epoca che cambia continuamente, Simeone rappresenta una rarità, un legame stabile, quasi romantico, tra un allenatore e il suo club. Una simbiosi - anche con i tifosi - costruita sul tempo, sulla fiducia, sulla capacità di resistere anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta. Ogni anno sembra poter essere l’ultimo, sembra che il ciclo sia arrivato al capolinea; invece Simeone trova sempre un modo per restare, per rilanciare, per sorprendere. "Sento qualcosa di magico", ha detto ieri rispondendo a Del Piero. La Champions, sfuggita due volte nel modo più crudele contro i cugini del Real, è di nuovo a portata di mano.

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