Ha aggredito un reclutatore di Kiev, per il calciatore Kolesnyk scattano gli arresti domiciliari
In Ucraina tiene banco la vicenda che ha visto protagonista il calciatore Danylo Kolesnyk. Il classe 2004 nei giorni scorsi aveva aggredito un reclutatore dell’esercito nel distretto di Bucha. La versione data dalle forze di sicurezza è quella di una resistenza al controllo dei documenti di registrazione militare, mentre il giocatore – postando anche un video sui propri social – spiega di aver difeso un civile che era stato quasi investito dai militari che l’avrebbero poi minacciato con le armi.
Una vicenda che ha portato il Kolos, club in cui milita Kolesnyk, a prendere le distanze dal suo comportamento annunciando il suo licenziamento e ribadendo il supporto all’esercito ucraino.
Come riporta UNN il giocatore è stato condannato dal tribunale agli arresti domiciliari notturni. “Danylo Kolesnyk sottolinea che la sua posizione rimane invariata: nutre profondo rispetto per le Forze Armate ucraine e per tutti coloro che difendono lo Stato. - hanno spiegato gli avvocati del calciatorre - Ha percepito oggettivamente gli eventi accaduti come una reale minaccia alla sua vita e alla sua salute, nonché alla sicurezza dei suoi conoscenti, e pertanto ha agito per legittima difesa. Insisterà affinché tutte le circostanze dell'incidente siano accertate in modo completo, imparziale ed equo”.











