Beye si presenta: "Quando il fuoco brucia a Marsiglia, a volte si spegne da solo"
Habib Beye è tornato a Marsiglia, diciannove anni dopo l’ultima partita giocata con quella maglia. Stavolta però non indossa gli scarpini, ma ha la responsabilità di guidare la squadra dalla panchina. Ufficializzato ieri sera come nuovo allenatore al posto di Roberto De Zerbi, il tecnico 48enne ha parlato per la prima volta in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Brest, valida per la 23ª giornata di Ligue 1.
Conosce bene l’ambiente, avendo collezionato 174 presenze tra il 2003 e il 2007, e proprio su questo ha voluto soffermarsi. "Ricordo Pape Diouf, che consideravo un padre spirituale. Mi diceva sempre che quando il fuoco brucia a Marsiglia, a volte bisogna lasciarlo bruciare perché si spegne da solo", ha raccontato. "Questo club ti porta dentro emozioni enormi, ma bisogna saper restare freddi, calmi e sereni. Io sono una persona abbastanza tranquilla. Posso essere vulcanico in allenamento o in partita, ma è legato alle emozioni che vivi con la squadra".
La priorità, secondo Beye, è abbassare la temperatura attorno a una squadra reduce da settimane complicate e da troppi gol subiti nei finali di gara. "Non credo esista un prototipo di allenatore ideale per questo club. In questo momento è fondamentale valutare il contesto. L’ho detto ai giocatori: dobbiamo lavorare nella stessa direzione, così si sentiranno più sicuri e meno sotto pressione. L’importante è essere sereni e compatti". Beye respinge l’idea di una squadra "malata": "Non penso che lo sia, è una questione di dinamica. C’è grande qualità nel lavoro quotidiano. Per me è uno step in più nella carriera e sono pronto ad assumermi questa responsabilità. Bisogna saper accettare la pressione".











