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Il club più grande del mondo, il pubblico più volubile: Vinicius e il paradosso Real Madrid

Il club più grande del mondo, il pubblico più volubile: Vinicius e il paradosso Real MadridTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 13:17Calcio estero
Michele Pavese

Dai fischi all’ovazione nel giro di pochi giorni. È bastato un gol perché il pubblico del Santiago Bernabéu passasse dalla contestazione feroce all’applauso scrosciante per Vinicius Jr.. Un paradosso che racconta meglio di qualsiasi statistica la follia di un ambiente unico al mondo, capace di esaltare e distruggere le proprie stelle con la stessa rapidità.

Contro il Levante, in Liga, Vinicius era stato bersagliato dai fischi a ogni pallone toccato. In Champions, contro il Monaco, è diventato l’uomo simbolo della goleada: una rete, un assist, un’autorete provocata e una pericolosità costante. Tutto dimenticato, azzerato, come se nulla fosse successo. Il Real Madrid è anche questo: il club più titolato del mondo, ma forse anche quello meno indulgente con i propri protagonisti. Qui non esistono attenuanti, non esiste il "contesto", non esiste il "momento difficile". O rendi al massimo, o sei da mettere in discussione. Subito, senza appello.

Lo ha vissuto Vinicius, lo ha vissuto Jude Bellingham, e prima di loro lo ha vissuto persino Carlo Ancelotti. Sì, proprio l’allenatore più vincente della storia del club, l’uomo che ha portato Champions e stabilità, e che nonostante tutto è stato contestato, messo in dubbio, trattato come uno qualunque. È questo il grande paradosso del Real Madrid: vincere non basta mai, e perdere - anche solo una partita - non è contemplato. Alvaro Arbeloa sta provando a rimettere ordine e ha difenso Vinicius ribadendo pubblicamente la sua fiducia. Parole giuste, quasi necessarie, in un ambiente che spesso sembra dimenticare il valore dei suoi campioni alla prima difficoltà. Vinicius, dal canto suo, ha risposto sul campo e fuori, dichiarando il suo amore per il Real e la volontà di restare a lungo. Un messaggio chiaro, in mezzo a mesi di voci, tensioni e trattative congelate.

Detto questo, sarebbe disonesto assolvere completamente il brasiliano. Vinicius non è una vittima sacrificale: i suoi atteggiamenti, le provocazioni, il rapporto spesso conflittuale con avversari e arbitri hanno contribuito ad alimentare il malcontento. Qualche responsabilità ce l’ha, ed è giusto dirlo. Ma nulla può giustificare una contestazione così forte. Il Real Madrid resta un club straordinario e profondamente contraddittorio. Un luogo dove l’eccellenza è obbligatoria, dove il successo è dato per scontato e dove l’errore non è tollerato, dove le stelle vengono giudicate, processate e, se necessario, scaricate. Anche se hanno vinto tutto e hanno tanto da offrire.

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