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Il Manchester City di Guardiola si gioca la Premier nella sfida con l'Arsenal: "Se perdiamo è finita"

Il Manchester City di Guardiola si gioca la Premier nella sfida con l'Arsenal: "Se perdiamo è finita"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Ivan Cardia
Oggi alle 15:54Calcio estero
Ivan Cardia

La clamorosa rimonta del Manchester City passa dallo scontro diretto con l'Arsenal, in programma domenica alle 17.30. La squadra di Pep Guardiola insegue i londinesi con sei punti di ritardo in classifica, e una gara in meno: portarsi virtualmente alla pari - in caso di arrivo a pari punti in Inghilterra è decisiva la differenza reti, per ora +38 Arsenal e +35 City - rappresenta la migliore, forse l'unica, occasione per crederci davvero. In conferenza stampa, Guardiola risponde così a chi gli chiede se si possa paragonare a una finale: “Ovviamente. Se perdiamo è finita. Gli altri due risultati a disposizione, considerando che l’Arsenal non ha vinto a Bournemouth, ci lasciano comunque altre partite da giocare. Sei gare sono tante”.

Rimontare l’Arsenal sarebbe il suo più grande successo al City?
“No. Il più grande lo abbiamo già ottenuto (la Champions League vinta a Istanbul con l'Inter, ndr). Per molti nuovi giocatori è utile trovarsi in questa posizione, per imparare in vista del futuro e delle prossime stagioni. Essere ancora lì, dopo tanti anni e tanti titoli, e rimanere un po’ in corsa per il titolo è positivo, ma non è il nostro più grande traguardo”.

Le piace guardare l’Arsenal?
“La gente è molto esigente, i media e i tifosi. Io mi diverto a guardare, mi piacciono tante, tante cose. Ma quello che la gente vuole è vincere”.

Cosa aspettarsi a livello tattico?
“Domenica cambieremo ancora. Vi dirò adesso cosa faremo”.

Siete pronti per vincere il titolo?
“Dobbiamo migliorare ancora. Il primo tempo contro il Chelsea non è stato male, ma neanche eccezionale. I primi 30 minuti contro il Liverpool non sono stati buoni. I primi 30 minuti contro l’Arsenal in finale sono stati migliori loro. Non si può pretendere che squadre di questo livello siano perfette per 90/95 minuti, ma questo aspetto non riguarda futuro, presente o passato: riguarda la fiducia, che è un fattore incredibile. Se si potesse comprare la fiducia al supermercato, la compreremmo subito. È uno degli aspetti più importanti. La realtà è che mancano sette partite in Premier League ed è questo il momento decisivo”.

È davvero possibile considerarvi degli underdog?
“Capisco il senso della domanda, ma forse non lo siamo. Loro non sono al massimo. Mikel ha detto dopo la loro partita in Champions League che sono l’unica squadra inglese qualificata, quindi alla fine sono ancora imbattuti in Champions. Finora sono stati i migliori, ma noi vogliamo sfidarli. Ho detto oggi ai giocatori che è solo una partita di calcio e dobbiamo affrontarla come tale. Se ti fai distrarre dalle emozioni, perdi concentrazione. Qual è l’obiettivo? Fare bene, ed è esattamente quello che dobbiamo fare, curando tutti gli aspetti necessari per competere con una squadra come l’Arsenal”.

Qual è il morale?
“È buono. Siamo pronti. Un mese fa, quando abbiamo perso punti in certi momenti, pensavo che non saremmo stati lì. Poi abbiamo visto il calendario e abbiamo detto: giochiamo in casa contro l’Arsenal e abbiamo una possibilità. Sono sei punti. Non è una distanza breve, ma abbiamo una chance. Questa è la situazione. Dipende da come ci comporteremo e tutto si deciderà domenica. I nostri tifosi hanno fatto il tutto esaurito. È tutto perfetto per giocare una partita così”.

L’impatto dei nuovi acquisti di gennaio?
“Parliamo delle ultime tre partite. Non so cosa succederà dopo domani. Forse sei, sette, otto gare fa non avevano questa sensazione. Io però ho sempre avuto la sensazione, durante la stagione, che abbiamo fatto davvero cose molto buone. Ho cercato di essere estremamente onesto sulle prestazioni. A Londra contro l’Arsenal, dove abbiamo pareggiato, e a Old Trafford ho detto tante volte che non meritavamo, non abbiamo giocato bene. Nelle altre partite, nella maggior parte, abbiamo giocato molto, molto meglio. Penso ad esempio alla trasferta contro l’Aston Villa. Considerando tanti nuovi giocatori e tante novità, lavoriamo molto per far capire cosa serve per stare in un club come questo. Sono soddisfatto. È stato positivo”.

È sorpreso di essere ancora in corsa per vincere la Premier League?
“Ho avuto questa sensazione a gennaio, quando abbiamo giocato contro Sunderland, Chelsea e Brighton. In queste tre partite siamo stati eccezionali e non abbiamo vinto nemmeno una volta. In quel momento ho pensato che avessimo perso l’occasione, anche per via di altri risultati. I punti in questa stagione sono molto, molto più bassi rispetto alle stagioni con Jurgen Klopp al Liverpool. Forse perché non siamo così bravi, o forse perché le altre squadre sono migliori. È sempre un punto interrogativo. Dopo le partite contro Nottingham Forest e West Ham pensavo che fossimo scappati via. Ma non è finita finché non è finita e siamo ancora qui”.

Che partita sarà, pensando al precedente in Carabao Cup?
“Saremo pronti. Non so come la affronteremo. Quella era una finale, questa è la Premier League. La Carabao Cup è importante, ma la Premier lo è molto di più. Ventidue anni senza vincerla. Se mi dite che se vincono è finita, c’è anche un aspetto mentale. Ovviamente li rispettiamo molto e conosco la qualità che hanno, non ho dubbi su questo. Ma tutto dipende da come la affronteremo, tatticamente e mentalmente. È questo che mi interessa”.

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