La presidente del Drogheda chiede di boicottare Irlanda-Israele. La proprietà vuole le dimissioni
Che la sfida fra Irlanda e Israele, sorteggiate nei giorni scorsi nello stesso gruppo di Nations League, potesse generare polemiche era chiaro fin da subito vista la posizione netta presa dal paese celtico nei confronti di quanto avviene a Gaza e in Cisgiordania e le accuse di genocidio nei confronti dello stato ebraico, che hanno portato anche al riconoscimento dello stato di Palestina. Ed è bastato poco affinché i timori si concretizzassero.
La presidente del Drogheda United, capolista del campionato locale, Joanna Byrne ha infatti rivelato – come riporta l’Irish Indipendent - che la proprietà del club le avrebbe chiesto di rassegnare le dimissioni dopo che la stessa Byrne aveva sostenuto che bisognava boicottare la sfida contro Israele. Parole che non sono piaciute al fondo statunitense Trivela Group, proprietario del club. La stessa Byrne ha però chiarito che intende restare alla guida della società difendendo il proprio diritto a esprimere le sue opinioni politiche.
Inevitabilmente le polemiche suscitate da questo caso hanno fatto scoppiare un piccolo caso con i tifosi del Drogheda che si sono schierati al fianco della numero uno mentre lo sponsor – Sullivan&Lambe – ha minacciato di smettere di finanziare la società se la proprietà continuerà a chiedere le dimissioni di Byrne.
Tutto questo si inserisce nelle proteste contro la decisione della Federcalcio irlandese FAI di giocare la partita contro Israele.











