Le straordinarie rinascite del Flamengo. Vince la Libertadores con Gabigol, Pedro e Vidal
Rei do America. Il Flamengo ha vinto stanotte la Copa Libertadores, l'equivalente sudamericano della nostra Champions League, in una storia di rivincite, rinascite e nuove vite straordinaria. Basti pensare che il gol è arrivato da Gabriel Barbosa, il carneade interista, quel Gabigol che è stato l'attaccante che l'Inter sperava ma mai è stato. Basti immaginare che a trascinare a suon di reti il club rubronegro c'è stato Pedro, meteora della Fiorentina ma icona del Fla che si conquisterà probabilmente anche un posto al Mondiale. Che dietro, in difesa, a guidare tutti c'era David Luiz, che dalla panchina stanotte è entrato Arturo Vidal, che al suo fianco sedevano Erick Pulgar e Diego, trentasettenne fantasma ai tempi della Juventus che cercava di rinascere.
Una storia straordinaria
Invece il Flamengo è riuscito a rappresentare al meglio la volontà brasiliana del riscatto di questi ragazzi, di questi uomini, metterli insieme, affidarli a Dorival Junior e renderli i migliori di tutto il continente. C'erano anche Filipe Luis, terzino ex Atletico Madrid, Everton Ribeiro che era capitano e che vicino ai nostri mari ha giocato solo negli Emirati. E poi sulla trequarti Giorgian de Arrascaeta, a lungo vicino all'Italia ma sul quale nessuno ha mai creduto fino in fondo. Una formazione vecchia, se consideriamo che in campo c'era solo uno della Generazione Z, ovvero Joao Gomes che non ha mai abbaondonato la traiettoria del Flamengo. Una rosa di grande esperienza che è tornata in vetta al Sudamerica. E ora si prepara per sfidare il Mondo.






