Regragui difende Brahim: "La protesta dei giocatori del Senegal lo ha destabilizzato"
Il caos che ha preceduto il rigore decisivo ha avuto un peso enorme sull’errore di Brahim Díaz. L'analisi di Walid Regragui è questa: un’interruzione surreale, con i giocatori del Senegal rientrati negli spogliatoi per protesta, che avrebbe finito per spezzare la concentrazione del talento marocchino nel momento più delicato della sua carriera.
Quel "cucchiaio" è già entrato nella storia della Coppa d'Africa. Ma non nel modo in cui il Marocco avrebbe voluto. A pochi secondi dalla fine del recupero della finale contro il Senegal, l'ex rossonero aveva la possibilità di consegnare al suo Paese una Coppa d’Africa che mancava dal 1976. Il rigore, concesso al 98' per un fallo di El Hadji Malick Diouf proprio su di lui, sembrava il preludio a un trionfo annunciato.
Poi il caos. Furioso per la decisione arbitrale - arrivata dopo un gol annullato che aveva già fatto esplodere la rabbia senegalese - il CT Pape Thiaw ha richiamato la sua squadra negli spogliatoi. Una protesta plateale, durata quasi quindici minuti, che ha congelato lo stadio e trasformato il dischetto in una trappola mentale. Quando il gioco è ripreso, l’atmosfera era elettrica, tesa, irreale. In quel contesto, Brahim - capocannoniere del torneo con cinque reti - ha scelto la soluzione più rischiosa: un Panenka centrale, lento, facilmente leggibile. Edouard Mendy non si è mosso, ha atteso e ha parato. Il sogno del Marocco si è infranto lì.
Nel post-partita, Regragui non ha nascosto la sua amarezza, puntando il dito contro l’atteggiamento avversario. "L’immagine che abbiamo dato dell’Africa non è stata all’altezza", ha dichiarato, parlando apertamente di una situazione che ha "turbato" il suo giocatore. Senza cercare alibi tecnici, il CT ha però difeso Díaz: "Ha segnato rigori importanti in passato. Questa volta li ha sbagliato. Fa parte del calcio". Un errore che ha cambiato tutto, perché la partita ha preso una direzione irreversibile, fino al gol del Senegal nei supplementari. "È stato uno scenario hitchcockiano", ha concluso Regragui. "Un’occasione unica, forse irripetibile. Dolorosa per il popolo marocchino. Ma questo gruppo tornerà più forte".











