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I derby non si giocano, si vincono. Lo steward di San Siro merita il daspo. Gol Zaniolo annullato al cinema di Lissone ma Mou ha tante colpe

I derby non si giocano, si vincono. Lo steward di San Siro merita il daspo. Gol Zaniolo annullato al cinema di Lissone ma Mou ha tante colpeTUTTO mercato WEB
lunedì 7 febbraio 2022, 08:25Editoriale
Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

In due minuti il Milan ribalta il derby e va bene così perché se pensi di avere in pugno un derby significa che non meriti di vincere una stracittadina. Sono partite che non finiscono mai, che durano una settimana e non puoi pensare di aver vinto solo perché sei avanti di un gol e perché hai in pugno la gara. L’Inter ha commesso un grande errore di superficialità, i rossoneri hanno avuto il grande merito di averci creduto nonostante in campo si sia notata la differenza di valori; a favore della squadra di Simone Inzaghi. L’Inter resta capolista ma con le vittorie di Milan e Napoli, con Napoli-Inter di sabato e Milan-Samp di domenica, almeno diamo un pizzico di pepe a tutto il campionato. Per fortuna il derby non è finito in pareggio. Non c’è cosa più brutta di un pari nel derby. Ci deve essere chi gode per settimane e chi sente le ferite bruciare. I pareggi andrebbero aboliti in partite così. Ci ha pensato Giroud ma ha chiesto l’aiuto da casa: ha risposto Handanovic che, ormai, è palese sia sul viale del tramonto. Grande portiere e grande professionista ma il tempo passa per Ibra, per Buffon e passa anche per Samir. Ha vinto il Milan, con merito. Chi vince un derby merita sempre. L’Inter non si può addormentare così e lo stesso vale per il campionato. Guai a pensare di aver già vinto. Febbraio sarà decisivo e con il Liverpool servirà altra testa e altra attenzione sui dettagli.
Sta facendo il giro del web l’invasione di campo del tifoso durante Inter-Milan. La regia e la Lega sbagliano a non inquadrare ciò che accade. E’ cronaca. Capiamo lo spirito della regia: non si inquadra per non dare visibilità agli stupidi. Certo. Chi fa invasione merita il daspo a vita. Mai più in uno stadio. Ci sono le leggi e bisogna farle rispettare. Ma la cronaca va raccontata e per una volta diciamo grazie ai social. Bisogna dare il daspo all’invasore e un altro daspo a quello steward che arriva con il ragazzo già a terra e placcato da tre colleghi. Gli rifila 4 pugni in pancia da indifeso.

Ecco, questi steward vanno trattati come gli invasori. Daspo a vita. L’Inter non può tacere. L’Inter deve chiamare la società che gestisce le divise gialle e deve dirci nome e cognome del “soggetto” che ha rifilato pugni ingiustificati. Va fatta chiarezza su un gesto inqualificabile e il club non può lavarsene le mani. I social sono pieni di questo video e, sinceramente, non può passare tutto in cavalleria come sempre.
Frase impopolare: se annulliamo quel gol a Zaniolo chiudiamo con il calcio. Chiamiamolo in altra maniera. Ma se annulliamo un gol del genere al 90’ perché dal cinema di Lissone vedono un pestone, allora, non stiamo più parlando di calcio. Certo, il pestone c’è. Se lo vedi a rallentatore con una delle 18 telecamere nello stadio, allora, dobbiamo fischiare tutto. Ci sta bene, perché questo è il nuovo sport del 2022 ma non parliamo più di calcio. E’ successo anche a Venezia, sul secondo gol del Napoli ma giustamente l’arbitro ha fatto continuare e al var neanche ci è andato. Togliere un gol per un pestone a 30 metri dalla porta con l’azione ancora tutta da giocare significa che ad arbitrare dobbiamo mandare i registi di Lissone (dove c’è la sala Var n.d.r.). Un gol mozzafiato non si toglie così al 90’, ovviamente avremmo scritto lo stesso a parti invertite. Mourinho su questo ha ragione ma non ha ragione su tutto il resto. La Roma ha fatto mercato in estate e in inverno, non può non vincere in casa contro il Genoa. Non puoi ridurti all’ultimo minuto perché non meriti di vincere una partita che dovevi sbloccare e chiudere molto prima. Mourinho è la più grande delusione della stagione. La Roma non ha alibi. Squadra che non gioca a calcio e lontanissima dagli obiettivi gloriosi di inizio stagione. Il tecnico portoghese dovrebbe prendersi qualche responsabilità e non parlare solo di arbitri e di avversari. Una disamina tecnica sulla sua Roma la stiamo aspettando, almeno, da ottobre. Quando ci parlerà di calcio sarà, forse, troppo tardi.

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