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La nuova Juventus: Conte allenatore, guidata da Haaland-Suarez. Poteva essere così, e invece Agnelli e Paratici hanno scelto altrimenti. Pirlo ha le sue colpe, ma il club è causa del suo male

La nuova Juventus: Conte allenatore, guidata da Haaland-Suarez. Poteva essere così, e invece Agnelli e Paratici hanno scelto altrimenti. Pirlo ha le sue colpe, ma il club è causa del suo maleTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 24 marzo 2021 08:00Editoriale
di Tancredi Palmeri

La nuova Juventus 2021 è una potenza che ha gettato le rotaie per allungare il proprio dominio oltre i gli 8 anni di scudetti consecutivi e le 2 finali di Champions, oltre Allegri.
L’addio di Marotta poteva essere uno shock per la società e invece è stato assorbito benissimo. Alla fine della stagione 2019 Paratici ha portato sul tavolo di Agnelli l’accordo con Conte, che era sull’orlo di andare all’Inter. Paratici ha tessuto la tela della riappacificazione tra il tecnico e il presidente, che è andato oltre gli antichi rancori e ha deciso per il miglior allenatore su piazza, scartando l’alternativa molto distante dalla Real Casa ma pure allettante che era rappresentata da Sarri.
Conte ha portato il nono scudetto consecutivo, con l’apporto decisivo del geniale acquisto di mercato di gennaio, il norvegese Haaland. La Juve era a un bivio: spendere 45 milioni per Kulusevski, miglior giovane della Serie A, o 30 + 15 milioni di commissione per Haaland, già potente in Champions con il Salisburgo ma mai testato in un campionato di livello. Serviva coraggio, perché Haaland e il padre ex giocatore che lo assiste richiedevano una via preferenziale per la titolarità, e la Juve avrebbe dovuto accantonare da subito Higuain e calibrare l’impiego con Dybala. Ma Paratici e Agnelli hanno scelto di comune accordo. Hanno tentennato, perché l’Inter era vicina a soffiare Kulusevski e avrebbe creato un mondo parallelo che poteva produrre rimpianti nella Juve. E invece è stata fatta una scelta con coraggio e prospettiva, e Haaland garantisce ora supremazia per i 10 anni a venire.
E infine la scorsa estate la Juve si è tenuta un posto di extracomunitario libero, sapendo di dover dare una ulteriore alternativa dopo l’addio di Higuain. Era vicina a prendere un giovane statunitense interessante, McKennie, ma Paratici ha aspettato 10 giorni in più: una bazzecola nel calcio, ma essenziale al momento giusto e specialmente nel calciomercato.
Anche perché tutto il mondo sapeva che la situazione al Barcellona era sull’orlo del precipizio. Così Paratici si è appostato sul sagrato della Sagrada Familia e al momento giusto è planato a Can Barça per portarsi via il Pistolero.
Luis Suarez era l’ultima pedina che mancava e adesso la Juventus 2021 guidata da Conte, con Haaland e Suarez davanti, è pronta a giocarsi il suo Quarto di Finale di Champions contro il Chelsea, con un sorteggio dalla metà favorevole del tabellone che le fa accarezzare il sogno Champions dalle grandi orecchie.

Questo poteva essere. Questo non è stato.
E ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale e non è frutto di fantasia.

La Juventus negli ultimi due anni per precise scelte ha scartato Conte e preso prima Sarri, e poi Pirlo.
Per precisa scelta ha scartato Haaland e preso Kulusevski, convinta dalla concorrenza dell'Inter per lo svedese.
Per precisa scelta si è affrettata a prendere McKennie, e non ha aspettato 10 giorni perché le regalassero Luis Suarez.

E questo non solleva Pirlo dalle proprie colpe, quella di far giocare la propria squadra senza alcuna evidenza di evoluzione nel paragone tra la prima partita a settembre e le ultime a marzo.

Ma Pirlo ha accettato una proposta che gli è stata fatta.
La scelta su Pirlo, su Sarri, su McKenniee, su Kulusevski, a monte sono state operate da Andrea Agnelli e Fabio Paratici.

Che sono stati la causa principale dei nove anni di successi. Ma sono stati altrettanto la ragione dello sgretolamento della pianificazione degli ultimi due anni.

Tutti fanno errori, e figuriamoci se loro due non possono farli, visto che hanno allineato il maggior numero di scelte giuste nei 9 anni precedenti.

Ma il punto non è l’errore, in sé normale e fisiologico.
Il punto è quando arrivi a decidere non ponderando sulle basi di quanto fatto prima, ma affidandoti soltanto all’infallibilità per definizione.

In quel momento, tu club diventi la causa dei tuoi errori.

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