De Rossi contro Fabregas, l’ultima volta fu 3-0. Prima sfida da allenatori, volano parole al miele
Daniele De Rossi e Cesc Fabregas, da giocatori, si sono ammirati a distanza e anche sfidati. Ben sei i precedenti in campo da avversari dei due ex centrocampisti, per lo più favorevoli allo spagnolo, compresa l’amarissima finale di Euro 2012, un 4-0 secco per Cesc. Nell’ultimo confronto da calciatori, però, sorrise DDR: 3-0 della Roma al Chelsea in Champions League, con Antonio Conte in panchina. Ora si sfidano in una nuova veste. E volano complimenti.
Il padrone di casa è De Rossi, tecnico di un Genoa che con il suo arrivo in panchina ha cambiato marcia: “Mi fa piacere dire che nel mio periodo siamo arrivati ottavi, dodici squadre dietro non sono poche, però poi la classifica dice una cosa diversa. E noi abbiamo l’obbligo di provarci, di sognare quella parte della classifica”. Quanto al tecnico rivale, è stima pure: “"Da amante del calcio, quando guardo il Como mi soffermo più sui pregi e sulle qualità. Sul loro percorso, sulla coerenza calcistica. Il tutto contornato da ottimi investimenti che non fanno male. Mi piace soffermarmi quando vedo un allenatore forte e una società seria quando vedo qualcosa e qualcuno da cui imparare. Nel futuro prossimo Fabregas sarà uno dei più importanti allenatori. Sarà bello sfidarlo e dargli fastidio. E ci metto la società Como che sta facendo un progetto virtuoso. Non bisogna limitarsi a parlare che hanno soldi, stanno facendo qualcosa di duraturo e hanno fatto bene. A volte li vedo anche dal video. Spero di batterli e dare loro fastidio. Non stiamo a battere le mani e a stendergli tappeto rossi, noi siamo il Genoa".
Il Como ha obiettivi da raggiungere, quell’Europa che non deve diventare solo un miraggio. Fabregas, però, è sempre un tema: oggi se ne parla per il presunto ok della società se arrivasse una chiamata dal Chelsea (“Non ho sentito nulla di questo tipo dal presidente, sarebbe stupido pensarci adesso”). E, se mai dovesse salutare, Cesc sembra vedere proprio in DDR un possibile sostituto: “Non voglio dire di sì, sennò il titolo tra un minuto è che voglio De Rossi al Como. Però devo essere sincero: Daniele mi piace molto, mi piace la sua idea, come fa giocare la squadra. Io guardo le partite del Genova e c’è molto lavoro fatto bene, come anche a Roma dove magari non ha avuto il temp giusto per poter fare quello che aveva in testa. Io lo ammiro tantissimo come lo ammiravo da giocatore. Mi è sempre sembrato un giocatore intelligentissimo, pazzesco, in campo e di personalità. Anche come allenatore, già quando ero alla SPAL e io giocavo al Como vedevo delle idee, poi dipende anche dalla qualità dei giocatori. Daniele per me sarà un allenatore che farà una grandissima carriera, non solo in Italia”.











