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L’ex LGI Federico Giraudo si racconta tra calcio e studio

L’ex LGI Federico Giraudo si racconta tra calcio e studio
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
lunedì 11 ottobre 2021 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
fonte La Giovane Italia (Andrea Manderioli)
Giovanili a tinte granata, gavetta in Serie C e fari puntati sulla laurea. Le parole del terzino classe 1998

Classe ’98, Federico Giraudo, ha fatto tutta la trafila delle giovanili del Torino, esperienza che lo ha formato a 360° come calciatore e come uomo: “Con la maglia granata sono partito dai Pulcini fino ad arrivare alla Primavera e ho avuto la fortuna di presenziare in tutte le Nazionali giovanili dall’Under 16 all’Under 20 quindi, a livello giovanile, il mio è stato un percorso decisamente ricco di soddisfazioni”. Tra i tanti ricordi della sua esperienza pre-professionistica ce ne solo alcuni legati ad alcuni suoi ex compagni di squadra che oggi calcano palcoscenici importanti: “Devo ammettere che tra i miei compagni di allora al Torino, pochi hanno fatto una carriera importante, mi vengono in mente solamente Alessandro Buongiorno e Manuel De Luca, invece a livello di Nazionale ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di calciatori del calibro di Donnarumma, Locatelli e Cutrone, con i quali ho vissuto bellissime esperienze ai tempi degli Azzurrini Under 17. A livello di staff tecnici devo menzionare mister Moreno Longo, con il quale ebbi un ottimo rapporto e che sento tuttora. Tuttavia, non mi sento di escludere tutti gli altri allenatori che hanno contribuito in modo importante alla mia crescita”.
LA CARRIERA NEI PROFESSIONISTI
Oggi Giraudo è nel pieno della propria maturità sportiva, il suo percorso nel vivaio granata e le varie esperienze tra i professionisti lo hanno reso un terzino di sicuro affidamento. “Nel corso della mia carriera ho avuto modo di ricoprire quasi tutti i ruoli sul lato sinistro del fronte difensivo: in passato ho agito sia come esterno di centrocampo, sia come terzo di difesa nel 3-5-2, anche se il ruolo che rispecchia di più quelle che sono le mie caratteristiche è quello di esterno a tutta fascia in una difesa a quattro. Mi definisco più terzino di spinta che di copertura”. Il legame tra Federico e il Torino è stato sempre in auge, in quanto il club granata è stato detentore del suo cartellino sino alla scadenza del suo primo contratto da professionista. Nel corso di quei tre anni fu ceduto in prestito a tre club di Lega Pro: Vicenza, Ternana e Cesena. Poi, alla scadenza, il contratto non fu più rinnovato e il giocatore approdò a parametro zero alla Vis Pesaro, società con la quale ha firmato un biennale. “Tutti i tre anni che ho trascorso in prestito mi hanno lasciato qualcosa: a 19 anni sono arrivato in una piazza come Vicenza e giocai quasi tutti gli incontri quindi, forse, tra tutti è stato l’anno più positivo. Invece il meno ricco di soddisfazioni, anche se vi ho trovato i primi due gol da professionista, è stato l’anno di Cesena, vista anche l’interruzione a causa del Covid”. Il 2020 fu l’inizio di una nuova avventura, ossia l’approdo alla Vis Pesaro: “Sono qui già da un anno e ho già vissuto un periodo di grandi cambiamenti: in estate c’è stata una mezza rivoluzione tra giocatori e dirigenza, e io sono uno dei pochi rimasti del gruppo precedente. In ogni caso, qui mi sono sempre trovato benissimo, ho trovato una città accogliente e una realtà che, seppur più piccola di quelle che ho vissuto in precedenza, sta facendo un percorso di crescita importante. L’obiettivo ad oggi è una salvezza tranquilla, poi si vedrà. Con il mister e i compagni mi trovo bene, quindi i presupposti per fare bene ci sono tutti. A livello personale il mio obiettivo è quello di giocare il più possibile e magari anche di riuscire a fare qualche gol e qualche assist in più”
PRIORITA': TRA LAUREA E CAMPO
I suoi obiettivi non sono però solamente confinati al calcio giocato. Nel percorso del terzino piemontese, infatti, anche lo studio ha un ruolo primario: “Sto finendo l’università, devo fare il terzo anno della facoltà di Scienze della Comunicazione. Anche se non ho le idee molto chiare sul mio futuro dopo il calcio, sono consapevole che l’ambito del giornalismo e della comunicazione in generale mi appassionano in modo particolare. Quindi non escludo la possibilità di poter coniugare questa passione a quella del calcio in futuro. Ora le mie priorità sono la laurea e il campo”. Infine un messaggio ai più giovani: “Seguite sempre le vostre passioni e divertitevi in quello che fate. La mia esperienza mi insegna che prima bisogna prepararsi per quella che è la vita vera, quindi lo studio, poi valutare fin dove può portarti la carriera calcistica tenendo sempre la testa sulle spalle e i piedi per terra, perché nessuno regala nulla e i sacrifici sono inevitabili”.

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