10 anni fa la favola Leicester. Ranieri: "Mahrez chiese dove potevamo arrivare. Sorrisi..."
Dieci anni fa una delle imprese più incredibili della storia del calcio: il Leicester si laureava campione d’Inghilterra. Oggi ne ha parlato Claudio Ranieri, che questa sera per Roma-Cremonese si troverà di fronte proprio il suo bomber Jamie Vardy. Nel ripercorrere la propria carriera Sir Claudio è tornato anche sulla storica vittoria con le Foxies: “Mi sono trovato al posto giusto nell'anno giusto. La chiamavano la squadra Yo-yo, perché saliva e scendeva tra Premier League e Premiership, la loro serie B. Il presidente mi chiese di raggiungere la salvezza il prima possibile, con un organico che per sette undicesimi l’anno precedente aveva evitato la retrocessione solo nell’ultimo mese”.
Ranieri racconta anche quando fu il momento in cui capì che avrebbero potuta fare un grande percorso: “A febbraio ci aspettavano tre partite consecutive: Manchester fuori casa, Liverpool in casa e Arsenal fuori. E poi ci sarebbe stata la sosta. I ragazzi provavano sempre a prendere un giorno in più di vacanza. Venne da me Vardy e disse: mister, se facciamo nove punti? E io: se le vincete tutte e tre, vi do una settimana. E insomma, vincemmo a Manchester 3-1, poi battemmo il Liverpool. A Londra, contro l'Arsenal, perdemmo 2-1 al 95’, dopo aver giocato il secondo tempo in dieci. Per me era come una vittoria e comunicai ai ragazzi che avrebbero avuto la settimana di riposo. Fu Mahrez a parlare a nome della squadra: mister, sul serio, dove pensa che potremmo arrivare? Sorrisi e rimasi in silenzio. E lui: lei lo sa. Aveva ragione, sapevo che avremmo fatto un grande campionato. Però, onestamente, vincere la Premier non mi è mai passato per la testa”.
Tanti anni trascorsi dal tecnico in Inghilterra, tra cui anche al Chelsea: “Al Chelsea mi aveva colpito John Terry: giocava con le riserve e lo portai in prima squadra. I tifosi e i giornalisti erano perplessi. Io non avevo dubbi. Dissi che sarebbe diventato il capitano dell'Inghilterra e diventò il capitano dell'Inghilterra. Ricordo ancora il discorso che feci a Lampard: tu sei uno splendido campione, da metà campo in su fai quello che ti senti. Da metà campo in giù, dato che sono italiano, cercherò di migliorarti. Ma non mi sono inventato niente, li ho solo capiti”.











