Atalanta
“Essere in debito con i tifosi”. Questa è stata la frase detta da mister Sarri a fronte di un fattore che a Bergamo non si vedeva da tanto tempo, e soprattutto per due partite di fila: fischiare un giocatore nel momento in cui viene sostituito. Contro il Parma è toccato a Ederson (dove però c’è un capitolo a parte in quanto capitano), contro il Kairat invece a Samardzic e Scamacca: in quello che è l’effetto collaterale di una situazione in cui, seppur si possano prevedere delle attenuanti, dall’altra emergono la poca intensità e la poca propensione a stare all’interno della partita: fattori non tollerati da una piazza che pretende di vedere una squadra lottare.
Le “attenuanti” di Scamacca e Samardzic
Sarri in conferenza ha parlato di attenuanti, ma quali sono questi fattori per Lazar e Gianluca? Samardzic, partito come titolare in estate nel 4-3-3 nel suo ruolo di mezzala, con il cambiamento di modulo è ritornato a essere quel punto interrogativo che lo ha contraddistinto in questi tre anni a Bergamo, nei quali l’incisività neanche a gara in corso aiuta. Poi c’è Scamacca: il centravanti della Nazionale era chiamato a compiere un grande salto che, se bisogna parlare di attenuanti, si va a scontrare con i numerosi e ripetitivi infortuni che ormai contraddistinguono il numero 9 nerazzurro, nei quali però la sfortuna è solo la punta dell’iceberg.
Questione di maglia sudata
Tuttavia il minimo comune denominatore di questi due giocatori riguarda quella grinta e personalità che mancano. Sbagliare è legittimo, il problema diventa giocare senza neanche provarci al 100%: aspetto sottolineato dai fischi dei tifosi durante le loro uscite. Bisogna essere tutti allineati e farsi trovare pronti anche quando si parte dalla panchina: basta pensare alla gara contro il Frosinone dove, quando sono subentrati sia Lazar che Gianluca, essi non sono entrati con il ritmo giusto e non sono paragonabili a chi tecnicamente potrebbe essere un gradino sotto, ma che non si esenta dall’impegno. Questo è un aspetto che si portano dietro anche dall’anno scorso e che ha influenzato la loro annata proprio su questo versante. Bisogna essere allineati con il DNA dell’Atalanta, citando Scalvini: “Stare zitti e pedalare”, perché senza testa il talento (e Scamacca e Samardzic ne hanno tanto) rimane fine a se stesso.






