Audero ricorda: "Una martellata all'orecchio. E sentivo un bruciore fortissimo alla gamba"
"Ho sentito un boato, è stato come se mi avessero tirato una martellata all'orecchio, facevo fatica a sentire". Descrive così a La Gazzetta dello Sport Emil Audero, portiere della Cremonese, quegli attimi terribili dopo il lancio del petardo a pochi metri da lui da parte del tifoso dell'Inter: "Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male".
Marotta ha comunque sottolineato come Audero sia stato davvero molto sportivo: "Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere".
Infine ha sottolineato quanto gli siano stati vicine le persone: "Ho ricevuto tanti, tantissimi messaggi tra domenica sera e lunedì. Sapere che così tante persone tenessero alla mia salute mi ha fatto bene. Non sono mai stato uno che tende a fare la vittima, ma sentire una vicinanza così grande, una solidarietà così profonda mi ha dato tanta forza".











