Bologna, Rowe: "Un giorno voglio tornare in Premier. Lite con Rabiot? Nessun rancore"
Jonathan Rowe, esterno d'attacco del Bologna, ha parlato all'edizione odierna del Corriere di Bologna: "Sto vivendo il miglior momento qui dal mio arrivo, anche se il migliore in carriera resta l'ultimo anno al Norwich, in Championship. Capire il vostro calcio non è stato facile, Italiano ci ha messo un po' di più a integrarmi al meglio. Non sono sicuro del perché, forse ha visto qualcosa he io non avevo visto. Ma ho lavorato duro per avere spazio, ora iniziamo a capirci di più".
Prosegue quindi Rowe: "Sapevo di voler essere un calciatore, ho capito presto di essere bravo a giocare. Nel giardino dietro casa, c'era un piccolo trampolino elastico e quando ci saltavo sopra arrivavo a vedere il mitico arco di Wembley. E sentivo i cori nei big match. Ci sono entrato per la prima vola da mascotte in una partita dell'Inghilterra (il 2-1 al Brasile del febbraio 2013, ndr). E credo che tutto questo mi abbia ispirato. Sono riuscito a superare diversi ostacoli, in campo e fuori: questo ha forgiato il mio carattere".
Nella vita di Rowe ha avuto un ruolo anche la sindrome di Osgood-Schlatter: "Durante la crescita il tuo corpo cambia, affronti dolori a legamenti e articolazioni. L'Osgood-Schlatter colpisce il ginocchio, è comune a molti giovani calciatori. E ora che si gioca tanto, gli infortuni fanno parte del gioco. Lavoro molto sul recupero". Per poi aggiungere: "I piccoli dettagli fanno grande differenza. Non volevo essere quel calciatore che ha talento ma non lo sviluppa, è stata la paura di sprecare le mie qualità a farmi dare sempre il massimo. Per non avere rimpianti. E credo si veda, quando gioco. In partita o nello spogliatoio non ho mai avuto paura di dire la mia, cercando un buon bilanciamento tra umiltà fuori e arroganza in campo".
Quindi a Rowe viene chiesto se un giorno tornerà in Premier League. Questa la sua risposta: "È il campionato migliore al mondo, debuttarci nel 2021 è stato un onore e mi ha fatto venire voglia di giocarci tante partite. Si aspira sempre al massimo: non so quando, ma un giorno voglio tornarci". Nella sua carriera anche il passaggio a Marsiglia: "Non è stata facile, ogni piccola cosa veniva ingigantita. Poi De Zerbi ha cambiato modulo e questo non mi ha aiutato. Era lui la ragione per cui avevo scelto Marsiglia, ho imparato tanto e gli auguro il meglio al Tottenham".
Rowe poi racconta, a proposito di Marsiglia, della lite con Rabiot che ha portato entrambi ad approdare in Serie A questa estate: "Non porto rancore, siamo adulti e a volte si eccede, trascinati dalle emozioni. Magari è successo ad altri e non è diventato pubblico, avviene tutto per una ragione. Quell'episodio mi ha portato qua".
Adesso per il Bologna c'è una grande sfida europea contro l'Aston Villa: "Voglio vincere e aiutare la squadra a passare. Ho giocato spesso contro i Villans, club di livello con un buon allenatore e grandi giocatori. Non sarà facile, ma nemmeno per loro. I tifosi ci spingeranno come sempre, dovremo pareggiare la loro energia in campo per prenderci un vantaggio in vista del ritorno. Sono tra le favorite".
Un pensiero, in conclusione, anche al sogno di volare al Mondiale con l'Inghilterra: "Mancano due mesi e cercherò di attirare l'attenzione del ct il più possibile".











