Cagliari, Belotti: "Gol di Esposito una gioia condivisa, rientro tra un mese per aiutare la squadra"
Il sorriso di Andrea Belotti dalla tribuna dell’Unipol Domus racconta un pomeriggio amaro nel risultato ma carica di segnali importanti per il Cagliari. Mentre il Como di Cesc Fabregas passa 2-1 grazie alle reti di Baturina e Da Cunha, vanificando il momentaneo pari di Sebastiano Esposito, l’attaccante rossoblù vive ogni azione come se fosse in campo, esultando con forza proprio al gol del compagno. Dietro quella partecipazione c’è il peso di un infortunio pesantissimo, la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro subita lo scorso 27 settembre, e la determinazione di chi vede avvicinarsi il momento del rientro.
Ai microfoni di DAZN, Belotti racconta la gioia per Esposito, fa il punto sulle proprie condizioni e offre uno sguardo dall’interno sul progetto Como, club che conosce bene per averlo vissuto in prima persona.
Ti abbiamo visto seguire la squadra dalla tribuna ed esultare parecchio al gol di Esposito, che sensazioni hai provato in quel momento.
"Sì, era una gioia condivisa perché sapevamo ovviamente l’importanza della partita e vivevamo tutti ogni episodio con grande partecipazione, anche da fuori. Sapevo personalmente quanto fosse importante anche un gol per Seba, perché era da un po’ di tempo che non riusciva a segnare, e penso che un gol per un attaccante sia vita e possa permettergli di fare ancora meglio in queste ultime partite. Poi resta sempre il rammarico per la sconfitta, però oggi posso solo dire che sono orgoglioso dei miei compagni, perché hanno fatto una grandissima partita e hanno dimostrato di voler lottare fino alla fine".
Come stai? Questa è la cosa che vogliono sapere tutti, perché tutti vogliono rivederti segnare e rivederti in campo a dare una mano ai tuoi compagni, credo che sia l’obiettivo anche di chi non tifa Cagliari per un giocatore come te.
"Sì, sì, devo dire che sto bene, per fortuna sta procedendo tutto bene e ormai siamo alle battute finali, manca veramente poco, è l’ultimo pezzettino e poi spero di rendervi felici in campo il più presto possibile. L’idea è sicuramente quella di tornare già in questo campionato, sì, sì, quello è sicuro: adesso, ripeto, dovrebbe essere circa un mese il tempo per il rientro, quindi se tutto va bene e procede nel modo giusto come è andato fino ad adesso, nel giro di un mese dovrei rientrare e cercherò di dare una mano il più possibile in queste ultime partite che sono tutte importanti per noi".
Ti sfrutto anche un po’ perché tu il Como lo conosci molto bene, lo hai vissuto da dentro lo spogliatoio: rivederlo così in alto oggi è qualcosa che avevi già percepito quando eri lì, ti aspettavi che potesse arrivare a questi livelli.
"Io quando avevo firmato per il Como lo avevo fatto soprattutto per il progetto che c’era dietro, che mi era stato spiegato parlando proprio di questa mentalità di voler crescere subito e in maniera veloce, e devo dire che è quello che sono riusciti a fare. Si parte sicuramente da una società seria, che sa quello che vuole ed è riuscita a migliorarsi giorno dopo giorno, alzando sempre l’asticella, ed è composta da giocatori, staff e persone molto preparate. Penso che quello che stanno facendo sia il frutto di un percorso destinato a crescere ancora, perché quando una cosa parte bene, io dico sempre che può solo continuare a migliorare, e quello che stanno ottenendo è proprio il risultato di tutto questo lavoro"











