Condò: "Il Mondiale non viene da solo, andiamo a prenderlo. Italia più forte dell'Irlanda del Nord"
“La storia che un trionfo dell’Italia al Mondiale di calcio valga un punto di Pil oltre che suggestiva è reale”. Paolo Condò, nel suo articolo di oggi sul Corriere della Sera, parte da questa considerazione per affrontare speranze azzurre e paure, nel giorno di Italia-Irlanda del Nord: “È il dividendo della felicità calcistica, che mai come di questi tempi sarebbe prezioso: una felicità semplice, l’eccitazione di un’attesa lunga due mesi, il pensiero a 40 serate estive (o nottate, anche meglio) a fibrillare per il percorso azzurro, a condividerlo con gli amici, e se poi le 40 serate si rivelassero 30, o anche solo 20, sarebbe comunque tempo sottratto alle angustie che dominano questo difficile presente”.
Per il giornalista, gli azzurri non possono sfuggire al loro ruolo di favoriti: “Per quanto male in arnese, il calcio italiano deve saper esprimere una Nazionale superiore a quella dell’Irlanda del Nord, intanto. Non può sottovalutare nessuno — questa è una regola aurea di qualsiasi sport — ma il lavoro di Rino Gattuso e del suo staff non può che essersi rivolto all’orgoglio degli azzurri. […]
Possiamo immaginare l’Irlanda del Nord come una squadra tosta, visto che nelle eliminatorie ha perso in Germania per 3-1, non un tracollo Ma l’Italia è più forte, qualsiasi modulo e formazione scelga Gattuso. Al terzo tentativo abbiamo capito che il Mondiale non viene da solo, dunque andiamo a prenderlo”











