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Esclusiva TMW

Freitas avverte il Napoli: "Porto inesperto ma mi aspetto faccia punti. Farioli? Ricorda Ivic"

Esclusiva TMW
Niccolò Righi
autore
Niccolò Righi
Oggi alle 07:00Serie A
04.11.2026 07:00Serie A
L'ex dirigente, tra le altre di Sporting e Fiorentina, ha parlato della sfida di Champions del Do Dragão e dei tanti portoghesi della Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

È una Serie A che parla sempre più portoghese, proprio come portoghese è Carlos Freitas, ex direttore generale dello Sporting Club e in Italia direttore sportivo della Fiorentina dal 2016 al 2019. Per analizzare i diversi protagonisti lusitani del nostro campionato e approfondire la trasferta a Porto che vedrà protagonista questa sera il Napoli in Champions League, lo stesso dirigente è intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb.

Che Porto si deve aspettare questa sera il Napoli al Do Dragão?
“Una squadra tosta che in campionato ha fatto dieci vittorie in dieci partite e che in Champions cercherà i primi punti. Negli ultimi anni il Porto non ha fatto questa competizione, per questo paga un po’ di inesperienza dell’organico come si è visto nell’ultima partita contro il PSV che è stata l’unica veramente sbagliata da Farioli e i suoi. Stasera credo che per il Porto ci siano tutte le possibilità di fare i primi punti”.

Pensa che a fine stagione Farioli possa fare il salto in una big europea?
“Ma lui è già in una big europea. Dopo le esperienze in Turchia, Francia e Olanda ha trovato nel Porto la quadra giusta per sviluppare la sua enorme qualità di lavoro. Farioli è un pragmatico, mi ricorda molto Tomislav Ivic (il più vincente allenatore croato di sempre, ndr), un allenatore che nella sua epoca vinse lo scudetto in cinque paesi diversi. Farioli sa trovare subito i punti forti e quelli meno forti della rosa di cui dispone, questo è il suo segreto. Futuro? Ha un rapporto bellissimo con la dirigenza, e in particolare con il presidente Villas-Boas, i tifosi e i giocatori, per questo credo che possa continuare al Porto. In futuro penso che allenerà sicuramente in Italia, in un club che punta a vincere

È sorpreso da ciò che sta facendo Amorim al Milan?
“No perché conosco la sua qualità. Al Manchester United non ha avuto né i tempi né i mezzi per rifondare un club a pezzi. Dal Milan mi aspetto proprio questo: che dia ad Amorim il tempo giusto per mettere in pratica il suo lavoro. È un allenatore un po’ testardo nelle sue idee, ma porta sempre i risultati. Il test di fuoco avuto nel derby lo ha passato nel migliore dei modi anche perché vedo i giocatori molto focalizzati su quello che gli chiede. Sa invece chi mi sorprende?”

Prego.
“Massimiliano Alvini e il suo Frosinone. Mi ricordano il Foggia di Zeman e il suo tridente con Rambaudi, Baiano e Signori. Di questo Frosinone mi stupisce la qualità collettiva ma anche quella individuale di alcuni giocatori. Sono la dimostrazione che quando si parla di mancanza di qualità nei giocatori italiani, forse in realtà manca solo un po’ di fiducia nel dargli spazio”

Tornando al Milan, si aspettava tutte queste difficoltà per Gonçalo Ramos?
“Per me l’errore nel giudicare Ramos sta in quello che le persone si aspettano. Per me non è un classico centravanti ma un attaccante che tende ad allargarsi e che potrebbe giocare anche al fianco di un’altra punta. Fa tanto lavoro per la squadra, si suda la maglia, crea spazi, ma non è un bomber da 25 gol perché gli manca un po’ di freddezza”.

Chi invece si sta dimostrando un bomber è Varela
“È una delle grandi sorprese, ma non soltanto d’Italia ma di tutta Europa. Prevedere questo rendimento era impossibile perché Varela l’anno scorso era una riserva in una squadra di mezza classifica portoghese come il Gil Vicente. Il titolare di quella squadra, Pablo, in estate è andato al West Ham per 20 milioni e finora ha fatto due gol. Varela invece arriva al Monza, in un campionato difficile per gli attaccanti, e a novembre ha già fatto undici gol. Sorpresa assoluta: bravo il ragazzo e bravissimo chi l’ha scelto”.

Mora invece sta trovando sempre più spazio con Gasperini
“Sta facendo esattamente la strada che faceva l’anno scorso al Porto. Con Farioli si alternava con Veiga, adesso con Soulé. Gasperini ha l’intelligenza di offrirgli un contesto ideale per la sua crescita: nelle partite più difficili Mora parte spesso in panchina, gioca quando l’avversaria è più alla portata. Essendo in un processo di crescita, per quanto abbia tantissima qualità, è una situazione molto conveniente per Mora. Sicuramente gli spazi e il minutaggio cresceranno”.

Di Conceição che pensa? È un fattore o no per la Juve?
“Secondo me lui è un po’ penalizzato dalla discontinuità che c’è nel collettivo della Juventus. Chico ha tutto per sfondare perché è un giocatore che ha caratteristiche che mancano alla Serie A: è fortissimo nell’uno contro uno, rischia sempre la giocata, ha grande carattere. Per me è lui ad aver bisogno di una Juve più continua e regolare”.

Da ex Fiorentina, stupito che Gonçalves ci stia mettendo così tanto a entrare in pianta stabile nell’undici titolare?
“Senza volerli mettere a paragone, ma anche una star come Riquelme fece fatica a mettersi nel ritmo del calcio europeo. Goncalves è uno che ha intelligenza, assist e gol. Un anno in Portogallo finì la stagione da capocannoniere ma di lui si diceva che non tirava in porta, faceva ‘passaggi in porta’. Non è un giocatore di corsa, di ritmi alti e si sta ambientando ad un nuovo calcio molto più fisico. Secondo me soffre il momento della squadra e il non avere alle spalle un centrocampo che possa fare per lui il lavoro sporco, ma sono sicuro che alla lunga riuscirà ad imporsi anche in Serie A come si è già visto lunedì al Mapei”.

Per i viola si parla di Tiago Gabriel: sarebbe un rinforzo giusto?
“Ogni giocatore per sfondare ha bisogno del contesto giusto. Lui a Lecce lo ha trovato perché è una squadra che gioca con il blocco basso che ne esalta le caratteristiche. Vorrei vederlo in una squadra controllante, e la Fiorentina punta ad esserlo, che porta i difensori ad avere 30-40 metri di campo alle spalle. Poi che a Lecce stia facendo benissimo non lo discuto, ma è anche il contesto ad esaltarlo”.

Chiudiamo con un portoghese che conosce bene come Cristiano Ronaldo: lei che idea si è fatto della querelle con Jorge Jesus?
“Cristiano è un monumento. Lui e Mourinho ci hanno portati ad un livello superiore, diverso da quello che è sempre stato quello del nostro Paese. So che è pre convocato per le prossime partite, aspetto la lista definitiva per vedere cosa succederà”.

© Riproduzione riservata

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