"Gasperini, mi convinca", l'algoritmo, la guerra con Spalletti: le uscite più discusse di Comolli
TMW"Gasperini, mi convinca a sceglierla come allenatore della Juventus". Con queste parole pronunciate al cellulare con colui che sarebbe poi divenuto tecnico della Roma (il quale rispose evidenziando che la chiamata l'avesse ricevuta), e strappate e divulgate da chissà chi, si può dire - con il più facile dei senni del poi - che l'avventura in Italia di Damien Comolli come dirigente non fosse partita proprio con il piede giusto.
Il mercato con l'algoritmo
Eppure Comolli si era presentato con dichiarazioni di intenti forti, con la voglia di lasciare un segno. A giugno 2025, per esempio, diceva: "Quando indossi la maglia della Juventus devi scendere in campo per vincere sempre". Oppure, a novembre, ammetteva: "Non riesco a pensare ad altro che non sia vincere". Quella che definiva un'ossessione, forse per andare in netta antitesi con le dichiarazioni di Thiago Motta di qualche mese prima. Una prospettiva che però è stata messa in crisi dal "mercato con gli algoritmi", una metodologia di acquisti e cessioni eccessivamente fredda e legata alla pura analisi dei dati che gli veniva spesso rinfacciata.
La guerra fredda con Spalletti
Anche perché le cose non sono andate secondo programmi o dichiarazioni d'intenti, alla Juventus. La partenza convincente di Spalletti nei mesi si è sgonfiata e la stagione è terminata con un inatteso 6° posto e qualificazione all'Europa League. Tanto che con l'allenatore, anche per via delle divergenze sul mercato, si è creata una spaccatura lentamente sempre più profonda, fino alla decisione di sacrificare il dirigente sull'altare dell'allenatore per evitare il deflagrare di una guerra fredda che si stava man mano riscaldando. Per una stagione che a maggio 2026 lo stesso Comolli non poteva che definire come "un fallimento", prendendosi la piena responsabilità di quanto accaduto. Tanto da salutare al termine dell'annata.
Altre notizie Serie A






