Il ct delle Isole Far Øer su Edmundsson al Verona: "Un orgoglio per la nostra gente"
La sfida giocata da Verona e Pisa nell'ultimo turno di campionato non ha lasciato troppi spunti per le emozioni vissute in campo, ma ha fatto registrare un piccolo dato storico. Per la prima volta in Serie A si è visto in azione un giocatore delle Isole Faroe: il difensore approdato in gialloblu dal mercato invernale, Andrias Edmundsson.
Un passo importante per un intero Paese che ha visto il proprio movimento calcistico crescere in maniera esponenziale: da Cenerentola dei gironi di qualificazione per Europei e Mondiali, le Faroe sono diventate un osso più duro da affrontare. Basti pensare che sono state in lizza per la qualificazione alla prossima manifestazione iridata fino all'ultima giornata (alla fine l'hanno spuntata Croazia e Repubblica Ceca). Il commissario tecnico Eyðun Klakstein ha parlato a TuttoMercatoWeb.com del centrale del Verona e della crescita della propria Nazionale.
Cosa pensa di Andrias Edmundsson? Può fare bene in Italia?
"Andrias è prima di tutto un difensore molto abile. È alto e forte, ma anche molto mobile. È bravo nei duelli, sia aerei che a terra. E poi ha una qualità che non tutti hanno".
Quale?
"Spesso, quando il gioco si fa duro, spunta fuori lui all'ultimo. Con un salvataggio, una scivolata, un piede messo lì. Poi Andrias è anche bravo con la palla al piede e in costante miglioramento sotto questo aspetto. E anche questo è necessario, perché nel calcio moderno un difensore non deve solo saper difendere, ma anche partecipare alla costruzione del gioco e all'attacco. E Andrias sa farlo".
Edmundsson è il primo giocatore faroese a giocare in Serie A. Come avete reagito a questa notizia? Ha chiamato il giocatore?
"La nostra gente è davvero felice per Andrias e orgogliosa di avere finalmente un giocatore in Serie A. Andrias gioca all'estero da quando aveva 16 anni è costantemente migliorato ed ha raggiunto livelli sempre più alti. Ora ha fatto un grande passo in uno dei cinque migliori campionati d'Europa. Naturalmente mi sono congratulato con lui e gli ho augurato il meglio per questa grande opportunità, e sono sicuro che farà bene".
Le Isole Faroe hanno sorpreso lottando per la qualificazione per la Coppa del Mondo. Fino a pochi anni fa, la vostra Nazionale era considerata una squadra molto debole: com'è stata possibile questa crescita?
"Le Isole Faroe sono una vera nazione calcistica. L'interesse è enorme e il livello di attività calcistica è elevato. Non si può indicare un singolo aspetto come spiegazione del successo: non è arrivato da un giorno all'altro. Non si tratta di una squadra, di un allenatore o di un sistema. Si tratta di una cultura calcistica e della volontà di sopravvivere, crescere e ottenere risultati come popolo e come nazione. Il progresso è il risultato di un ambiente calcistico vibrante con migliaia di giocatori, centinaia di volontari, molti allenatori ed esperti altamente qualificati. La visione del calcio faroese è quella di sviluppare il calcio di base e allo stesso tempo di elevare il livello in tutti i settori: infrastrutture, sviluppo dei talenti, formazione degli allenatori e attività internazionali".
Il campionato locale che livello ha, oggi?
"Il campionato nazionale si è sviluppato in modo significativo negli ultimi anni. Molti club sono diventati più professionali, con allenatori e specialisti a tempo pieno. Il livello fisico dei giocatori è migliorato e c'è un costante sviluppo tecnico e tattico. Questo è visibile anche nelle partite europee, dove le squadre faroesi hanno ottenuto molti buoni risultati. Diversi giocatori faroesi giocano all'estero: in Danimarca, Norvegia, Islanda, Svezia, Slovenia, Inghilterra e altrove. Anche il lavoro mirato con le squadre nazionali, dall'Under 15 alle nazionali maggiori maschili e femminili, ha contribuito notevolmente a questo progresso".
Quali altri giocatori pensa che vedremo nei campionati più importanti d'Europa nel prossimo futuro?
"Al momento, abbiamo giocatori di talento in diversi campionati europei, e alcuni di loro hanno il potenziale per andare oltre. Non voglio fare nomi specifici, perché non è solo una questione di talento e potenziale. È anche una questione di atteggiamento, duro lavoro e un pizzico di fortuna per ottenere l'opportunità giusta e la fiducia al momento giusto".
Qual è il vostro prossimo obiettivo? Vedremo le Isole Faroe partecipare presto a un Mondiale o a un Europeo?
"Per la prima volta nella storia siamo arrivati all'ultima partita del girone di qualificazione con la possibilità di qualificarci per il Mondiale. Per avere la possibilità di qualificarci per il prossimo Europeo dobbiamo fare ancora meglio nei prossimi due anni. La sfida è enorme. Le opportunità potrebbero essere basse. Ma ci crediamo e dobbiamo provarci! A volte è possibile, anche le cose che non avrebbero dovuto essere possibili".











