Il Real Madrid è rimasto da solo, ma ormai la Superlega è soltanto una questione di soldi
E fu così che Florentino Perez rimase da solo. Oggi il Barcellona ha comunicato ufficialmente il proprio ritiro dal progetto European Super League Company. L’addio dei blaugrana è soltanto l’ultimo in ordine cronologico: le prime a scappare furono le inglesi, subito dopo l’annuncio di aprile 2021, sull’onda della sollevazione popolare e dell’intervento del governo britannico. Poi, alla spicciolata, hanno salutato anche tutti gli altri club che avevano aderito. Delle italiane, quasi immediata la fuoriuscita di Inter e Milan, mentre la Juventus è stata tra le ultime, con un processo avviato solo a partire dal 13 giugno 2023. Da oggi, delle società fondatrici resta solo il Real Madrid.
Sono fuoriuscite con un significato più che altro simbolico e politico. Il Barcellona definitivamente la già fragile alleanza con il Real Madrid e si appresta a rientrare nei ranghi anche a livello europeo: lo scorso ottobre, a Roma, il presidente catalano Joan Laporta ha incontrato Nasser Al Khelaifi, sancendo all’indomani il ritorno dei catalani nell’EFC (ex ECA, l’associazione che riunisce i principali club europei). A livello formale e legale, invece, gli addii sono tutti da discutere: le clausole del contratto della Superlega, nel frattempo confluita nella nuova società A22, prevedono penali salatissime. Il punto, però, è che a livello sportivo il progetto è ormai da tempo su un binario morto.
È solo questione di soldi. A novembre 2025, A22 ha infatti annunciato l’avvio di una procedura per chiedere un maxi-risarcimento alla UEFA. Ufficiosamente, l’obiettivo è riaprire i dialoghi che si erano tenuti anche negli ultimi mesi per fondere la nuova Champions League e il progetto Unify League (di fatto l’erede della Superlega), poi naufragati. Il grande manovratore è Florentino Perez, sempre più solo. Se poi dovesse spuntarla lui, chissà.











