Inter, l'anima croata ed il faccia a faccia con Bremer
Gianluigi Longari
Tra presente e futuro l’Inter si affaccia alla ripresa del campionato dopo avere cercato di rastrellare il meglio possibile dall’eliminazione di coppa contro il Liverpool. Una volta decise le basi per la continuità progettuale con annessi discorsi per il rinnovo di Simone Inzaghi, le prossime settimane dovrebbero essere quelle in grado di tramutare da verbali a fattivi gli accordi per il prolungamento dell’anima croata della squadra nerazzurra. Se Brozovic rappresenta da tempo la priorità assoluta e le tempistiche dilatate per l’annuncio sono legate a dettagli amministrativi riguardanti soprattutto chi assiste il playmaker, per Perisic la fumata bianca è demandata alla garanzia richiesta di un biennale sotto il quale apporre la sigla di permanenza.
Questione di tempistiche, dunque, esattamente come quelle legate alla costruzione della squadra del futuro. Il faccia a faccia con Bremer è in questo senso più che esemplificativo: perché da una parte Inzaghi dovrà studiare la maniera migliore per inibire l’efficacia del brasiliano questa domenica nello scontro con il Torino, dall’altra non vedrebbe l’ora di averlo a disposizione per fondare su di lui la retroguardia che verrà.
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