Inter padrona del proprio destino. In Champions, non con Skriniar: 10 milioni fanno davvero la differenza?
L'Inter è padrona del proprio destino, almeno in Champions League. Ai nerazzurri, dopo l'impresa A/R col Barcellona, basterà battere il modesto Viktoria Plzen, oggi alle 18,45 a San Siro, per accedere agli ottavi di finale della competizione. Uno scenario inimmaginabile in estate, dopo il sorteggio che vedeva i nerazzurri impegnati nel gruppo della morte, e che sarebbe potuto essere ancora più roseo in caso di 4-3 al Camp Nou. Manca poco, comunque, per coronare una campagna europea che porterebbe Simone Inzaghi alla fase a eliminazione diretta per la seconda stagione consecutiva. E, soprattutto, alle casse nerazzurre regalerebbe una discreta boccata d'ossigeno.
12,4 milioni di euro. Nell'immediato, in palio c'è questo: 2,8 milioni derivanti dalla vittoria sui cechi e 9,6 dalla qualificazione agli ottavi. Per l'Inter, significherebbe aver "vinto" 18,93 dei 23,6 milioni fin qui messi in palio dalla UEFA. E soprattutto poter sognare di aumentare ulteriormente gli incassi: arrivare ai quarti di finale significherebbe poter contare su altri 10,6 milioni di euro, mentre arrivare in semifinale ne aggiungerebbe altri 12,5. Roba che farebbe comodissimo visto il momento storico e societario, e aiuterebbe pure nelle trattative di mercato. A partire dai rinnovi: come ha ricordato ieri Inzaghi, sono nove i giocatori nerazzurri in scadenza di contratto a fine stagione. Su tutti, il caso è quello di Milan Skriniar.
Ma dieci milioni fanno davvero differenza? Dopo la tribolata estate, gli assalti del PSG fin qui non hanno fatto breccia nel cuore dell'Inter. In quello dello slovacco hanno però come minimo insinuato il dubbio: vista l'intesa da 9 milioni a stagione (7+2), l'accordo verbale di giugno con l'Inter è ormai piombato nel dimenticatoio. Nelle settimane scorse, l'atteso incontro fra la dirigenza di viale della Liberazione e l'entourage di Skriniar è stato più volte rimandato: se a un certo punto sembrava acclarato che Marotta e Ausilio volessero chiudere la partita entro fine ottobre, a oggi quella scadenza è tutt'altro che semplice da immaginare. A cosa sono dovuti i rinvii? La risposta più logica è che i vertici nerazzurri abbiano voluto aspettare la qualificazione Champions. Ma questo apre tutta una serie di domande ulteriori: 10 milioni fanno davvero la differenza? Con questi soldi l'Inter migliorerebbe l'offerta a Skriniar? Improbabile: sul tavolo ci sarà un contratto da 6,5 milioni a stagione. Semmai, i tifosi interisti si potrebbero augurare che la competitività europea - comunque non paragonabile a quella del PSG - possa rappresentare un'arma negoziale. Ma, di slittamento in slittamento, la sensazione forte è che il rinnovo, più che avvicinarsi, si sia allontanato. E che l'Inter sia padrona del proprio destino, sì, in Champions, ma non su altri fronti.
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