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Gasperini non si accontenta mai: la prossima missione è convincere i Friedkin

Marco Conterio
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Marco Conterio
Oggi alle 07:45Serie A
08.10.2026 07:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Gian Piero Gasperini non si ferma. Chiede di più, sempre di più. Ai suoi giocatori, alla dirigenza e ora anche alla proprietà. Il tecnico di Grugliasco è un programmatore ma altrettanto uno spremitore, d'energie, un flusso senza sosta di idee, di richieste, dimposizioni. Mica facile conviverci ma una volta che trovi la formula giusta, la chiave perfetta, allora è capace di portarti in Paradiso. Lo ha fatto per tanti anni una proprietà illuminata come quella dell'Atalanta e proprio da qui parte il paragone, l'assunto per cui Gasp adesso manda un messaggio direttissimo alla famiglia Friedkin.

Le parole di Gasperini

In un'intervista a Sky Sport, Gasp è stato chiaro. "La famiglia Percassi era presente quotidianamente, avevamo un rapporto molto stretto che andava oltre il calcio. Con la famiglia Friedkin non succede, ma io sento sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono distanti e vengono molto poco a Roma. Adesso hanno inserito questo nuovo amministratore delegato (John Galantic, ndr), che fa da collegamento più stretto tra loro e la Roma. Rimane chiaro l'obiettivo di riuscire a coinvolgerli molto di più, non tanto per me ma anche per loro stessi e per i tifosi. Vorrei riuscire a riportare un po' più di rapporto e presenza dei Friedkin, specie adesso in vista del centenario e della costruzione del nuovo stadio, per il quale investiranno tanti soldi. Ho l'obiettivo di riavvicinarli di più alla squadra".

Mission Impossible?

Quella di far avvicinare la famiglia Friedkin, Dan e Ryan, alla Roma, è un'impresa improba. Ma mica per gli investimenti, non per quanto sono stati capaci di spendere per la società. Vicinanza è anche una questione fisica, di presenza. Avete mai sentito parlare i tycoon americani? Quanto si vedono a Trigoria? Quanto sono sul territorio? Non abbastanza, ancora, per Gasperini. Uno step in più, uno avanti. La costruzione del nuovo stadio, il via all'iter di un'opera mastodontica per il club e per la città, sarà inevitabilmente la chiave giusta. Gasperini ne ha bisogno, l'arrivo di un CEO come John Galantic è certamente un passo avanti, la sintonia col ds Tony D'Amico è altrettanto importante. Ma Gasp non s'accontenta. Vuole la proprietà al suo fianco. Per aumentare anche la sua forza e statura.

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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