Inter, tempo di cambiamenti
Gianluigi Longari
Così non va. E' evidente, ed in casa Inter è opportuno che se ne prenda contezza il prima possibile. Se il lato positivo è fornito da una classifica che nonostante due sconfitte nelle prime cinque gare di campionato vede i ragazzi di Simone Inzaghi attardati di solo due lunghezze dalle dirette avversarie per la corsa al titolo, i campanelli d'allarme che stanno riecheggiando in maniera eloquente non possono essere ignorati.
Inutile sottolineare che il primo equivoco è quello legato all'estremo difensore: le statistiche di Handanovic sono decisamente preoccupanti, con la sensazione diffusa che la difesa dell'Inter non si possa permettere di concedere tiri in porta agli avversari.
Il fatto che in panchina ci sia un'alternativa sulla quale si è investito come Onana, aumenta i dubbi ed il nervosismo con cui vengono lette le debacle di inizio stagione. La scarsa consistenza della difesa merita un capitolo a parte, con le difficoltà diffuse di quel trittico nato con Conte e che sembra aver perso l'affidabilità che suggeriva al resto della squadra, mentre resta inspiegabile la scelta di rinunciare all'investimento Gosens per dare spazio ad altre alternative sulla sinistra. L'impegno gravoso ma stimolante contro il Bayern offre un'immediata opportunità di rivincita: indispensabile per trovare un punto di svolta, ma occasione pericolosa in caso di nuova caduta. Dovesse accadere, parlare di crisi non sarebbe più avventato.
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